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La ASL boccia l'inceneritore... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdì 13 marzo 2009

(Si direbbe un'altra ASL che guarda il suo territorio, contestualizza insomma... Nella nostra Piana la strada verso la desertificazione è assicurata dal dissecamento di sorgenti e fonti e dai milioni di litri d'acqua persi e ancora ogni giorno, a causa dello stupro immane di Monte Morello e dell'Apennino per il tunnel AV, ma questo non è che l'ennesimo argomento contro la scelta folle di Renzi&C)

....Due i punti critici del progetto che, a parere dei tecnici Asl, rendono “incompatibile” l’impianto con il territorio circostante: la grave carenza idirca patita dal territorio castellano e la notevole densità abitativa in tutta l’area vicino all’inceneritore (al confine con i comuni di Albano, Ardea, Pomezia ed Ariccia).

*L’inceneritore bocciato dalla Asl*
Il parere espresso dal Dipartimento prevenzione ambientale. Marrazzo:
“Possibile la revoca dell’autorizzazione”
“No” a causa della carenza idrica e della denzità abitativa della zona
Da “Il Messaggero” del 12 marzo 2009
Di Enrico Valentini

giovedì 12 marzo 2009
L’inceneritore bocciato dalla Asl

Il parere espresso dal Dipartimento prevenzione ambientale.
Marrazzo: “Possibile la revoca dell’autorizzazione”
“No” a causa della carenza idrica e della denzità abitativa della zona

Da “Il Messaggero” del 12 marzo 2009
di Enrico Valentini

Il dipartimento prevenzione ambientale della Asl dei Castelli sbarra la strada al progetto del quarto inceneritore rifiuti previsto ad Albano. A due mesi dall’avvio dei cantieri della discarica di Roncigliano, l’azienda sanitaria ha bloccato la costruzione dell’inceneritore rendendo pubbliche le motivazioni che hanno indotto a fornire un parere negativo sul procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale necessaria all’apertura dell’impianto.

Due i punti critici del progetto che, a parere dei tecnici Asl, rendono “incompatibile” l’impianto con il territorio circostante: la grave carenza idirca patita dal territorio castellano e la notevole densità abitativa in tutta l’area vicino all’inceneritore (al confine con i comuni di Albano, Ardea, Pomezia ed Ariccia).

“La messa in esercizio dell’impianto – si legge nel documento della Asl a firma del direttore del Dipartimento di prevenzione, Agostino Messineo - richiederebbe un consumo annuale annuo di oltre 223.000 mila metric cubi di acqua. Una quantità assolutamente incompatibile con il mantenimento di una condizione igienica adeguata del territorio. Occorre tener presente che il territorio è affetto da gravissime carenze idriche al punto da condizionarne la nomina di un Commissario per l’Emergenza Idrica ed occorre anche tener presente che l’acqua utilizzabile è comunque oggetto di una deroga regionale in ordine alla presenza di metalli.Nemmeno l’potizzata escavazione di un pozzo dedicato – continua il parere della Asl - o l’attivazione di vasche di raccolta dell’acqua piovana risolverebbe i numerosi problemi legati al maggiore utilizzo delle risorse idriche”.

Il circostanziato studio, firmato anche dal direttore del servizio Igiene pubblica Sonatella Varrenti, riporta così al punto di partenza il contestatissimo progetto dell’impianto di via Roncigliano che solo sul finire dello scorso anno è stato sbloccato facendo prevalere le ragioni della Regione, fortemente preoccupata per la situazione di stallo del piano di smaltimento dei rifiuti.

E sul parere negativo della Asl ieri, secondo notizie di agenzia, è intervenuto in prima persona anche il presidente della Regione, rispondendo ad un ascoltatore di un’emitettente radiofonica romana:

"Se esiste un problema idrico l'impianto non può rimanere - ha dichiarato Marrazzo - se l'autorizzazione è stata concessa senza tenere conto del problema di carenza dell'acqua dovrà essere revocata e i tecnici che hanno affermato il contrario dovranno assumersi le loro responsabilità. Senza le necessarie risorse idriche risulta evidente che l’impianto non può entrare in funzione”.

In attesa della conferenza dei servizi tra Regione, Provincia, Asl e comuni di Albano e Ardea, già convocata per il 19 marzo, la notizia del parere negativo della Asl fa esultare il coordinamento delle decine di comitati dei Castelli e dei cittadini contrari all’inceneritore impegnati ad organizzare sabato due assemblee ad Ariccia e a Cecchina, mentre il 21 è prevista una manifestazione di protesta lungo la via Appia, tra Albano e Genzano.

Commenti (1) >> feed
la popolazione intorno all'inceneritore
scritto da msirca, marzo 13, 2009

Non si sa se ridere o piangere quando si sente di una istituzione preposta alla tutela delle salute che parla di densità abitativa come fattore di criticità, per bocciare quindi un nuovo inceneritore. Perchè mai a seconda delle ASL siamo o non siamo bersagli biologici e sicuri danneggiati dalle emissioni degli inceneritori?
Visto che le emissioni nocive ci sono da tutti gli impianti e addirittura questi di ultima generazione hanno in aggiunta la produzione delle micidiali nanopolveri, che senso ha la distinzione che viene fatta ad esempio, sulla base della VIS Provincia FI(condivisa dalla ASL, si presume non conoscendo prese di posizione contrarie), cioè che l'inceneritore a Case Passerini si può fare in quanto nel raggio di maggiore ricaduta di 2,5 Km intorno all'impianto ci abitano "solo" 17.000 persone? (ma tutti sappiamo quanto sia pretestuoso questo dato.
17.000 persone, oltre alle circa 10.000 persone non considerate nel dato, rappresentati dalla popolazione di origine cinese e i lavoratori pendolari, circa 27.000 persone infine, sono sacrificabili sull'altare del proffitto per un impianto che è una miniera d'oro ma uccide e che per contro è perfettamente sostituibile con pratiche virtuose e altri impianti che non producono nocività?

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Ultimo aggiornamento ( venerdì 13 marzo 2009 )
 
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