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"Nobili" motivazioni per una devastazione sicura del territorio.. PDF Stampa E-mail
Scritto da Comitato Ambientale di Casale (PO)   
venerdý 17 ottobre 2008
“...il nuovo termovalorizzatore è considerato elemento fondamentale per garantire stabilmente il pareggio del bilancio della società”

L'inceneritore al Calice - Un regalo di fine legislatura ? GIDA S.P.A. RINGRAZIA ... I CITTADINI NO!

 Dai recenti articoli di stampa e dalla lettura della relazione del Bilancio 2007 della GIDA S.P.A. emerge con chiarezza che GIDA S.p.a. per risolvere i problemi reddituali che l'assillano e che – a quanto pare - non sono più contenibili, pensa alla costruzione di un nuovo inceneritore di fanghi con cosidetto recupero di energia, di dimensioni più grosse di quello che gestisce attualmente a Baciacavallo. Pare che il progetto risalga addirittura al 2004 e che sia già stato presentato alla Commissione Tecnica dell’Accordo di Programma per una veloce approvazione. Nel Verbale di approvazione del Bilancio Gida  è riportato un intervento dell’Assessore Curcio che si associa all’analisi fatta dal Presidente della GIDA e che sottolinea l’importanza del progetto del termovalorizzatore. Alla pag 53 testualmente è scritto che “il nuovo termovalorizzatore è considerato elemento fondamentale per garantire stabilmente il pareggio del bilancio della società”Nella stessa relazione del Presidente Gida, che accompagna il Bilancio 2007, testualmente è scritto che “il nuovo termovalorizzatore è considerato elemento fondamentale per garantire stabilmente il pareggio del bilancio della società”.Nella relazione non si fa menzione del sito dove dovrebbe essere costruito però, anche se finora abbiamo vissuto in campagna, non siamo nati sotto un cavolo. Di recente sono state costruite nuove strade nella zona del Calice, deturpando una zona intatta, fino ad oggi adibita ad esclusivo uso agricolo. La stessa zona era stata indicata alcuni anni fa dall’Amministrazione Provinciale per la localizzazione dell’eventuale nuovo termovalorizzatore,  per cui ci viene da pensare che malgrado tutte le rassicurazioni ricevute dai nostri Amministratori, si voglia adesso consentire a Gida (della quale anche il Comune di Prato fa parte) di costruire un nuovo inceneritore, proprio in Pantanelle, accanto, stavolta, al depuratore del Calice. Un bliz, un colpo di mano anche rispetto alla pianificazione del super Ato , e il tutto alla faccia dei cittadini che magari si erano fidati delle rassicurazioni degli amministratori Comunali e Provinciali che giuravano e spergiuravano che dell'impianto si sarebbe semmai parlato nel 2010 dopo aver verificato l’effettiva necessità a livello di ATO allargato, e comunque era stata sempre esclusa la presenza del nuovo inceneritore in contemporanea con quello esistente a Montale. Ora scopriamo che mentre a Montale lavorano per ampliare l'impianto (nonostante i frequenti superamenti dei limiti di emissione di diossine e gli “strani incidenti” ) al Calice se ne vuole costruire un altro per fare cassa e risolvere i problemi economici di un “carrozzone pubblico/privato” che nonostante il dumping economico che ha goduto in tutti questi anni, oggi non riesce più a nascondere i bilanci disastrosi. I cittadini sono costretti a constatare come, ancora una volta, gli amministratori pubblici di questa città, considerino prioritari gli interessi economici di pochi e mostrino indifferenza verso i rischi sanitari a cui sottopongono la popolazione.  E' oramai notorio come dagli inceneritori escano veleni e come questi danneggino pesantemente la salute, come pure è noto che i prezzi più alti sono pagati proprio dai soggetti più deboli, in particolare i bambini.  I progetti di Gida e dell'amministrazione Comunale squarciano finalmente il velo su quanto sta avvenendo nell'area delle Pantanelle, una zona che, a detta di tutte le Associazioni Ambientaliste di Prato, è  da  proteggere in quanto patrimonio naturalistico della collettività, e non certo un luogo per il quale come si legge nella Delibera di Giunta Comunale  232 del giugno 2008, “si pone il problema della loro valorizzazione economica da effettuarsi in modo tale che, sia pur mantenendo la loro funzione quali aree pertinenziali alla 2a Tangenziale e per lo scopo di laminazione, possono essere contemporaneamente utilizzate in altro modo”.  In questi ultimi tempi, senza che siano state fatte varianti al piano strutturale, l’Amministrazione Comunale si è posta l’obiettivo di cambiare i connotati all’area,  costruendo importanti opere viarie, ed è di questi giorni anche la destinazione di un’area di laminazione ad uso di campo fotovoltaico peraltro osteggiata da tutte le associazioni ambientaliste, e per il quale l'amministrazione cerca un soggetto che realizzi e gestisca l'impianto.Siamo stanchi di essere presi in giro da chi non è più capace di rappresentare gli interessi collettivi. I cittadini esigono una risposta chiara a queste semplici domande: 1) E’ vero che Gida S.p.a. vuole realizzare un inceneritore di fanghi al Calice?2) Questa, che appare una scelta già fatta, andrà a fare compagnia a tutte le altre che sono state imposte a questa città con la beffa dei percorsi partecipati a consuntivo ?ALCUNE OSSERVAZIONI SU GIDA S.p.a.  GIDA S.p.a. opera da sempre in violazione della normativa europea sulle società “in house”, in quanto priva di tutti e tre i requisiti fondamentali:Ø       100% capitale pubblicoØ       gestione diretta dell’ente pubblico proprietario come fosse un suo ufficioØ       prevalente attività svolta per l’ente pubblico proprietario

GIDA, quindi, già opera contra legem sull’acqua perché non gestisce gli impianti del Comune a seguito di gara d’appalto a livello europeo ma solo perché avuti in gestione con convenzione diretta,  ed ora vorrebbe anche fare un inceneritore alla zitta , quando per questa materia esiste una normativa precisa che prevede un ente pubblico responsabile (l’ATO preposto allo smaltimento dei rifiuti) che dovrà applicare le direttive comunitarie a tutela della libera concorrenza. Altro che gestioni  “in house” e tentativi di “arruffianamenti” presso il Ministero per aggirare le norme italiane ed europee! Queste pretese non fanno altro che mettere in evidenza l’arroganza del potere e l’inebriamento di onnipotenza che ha preso le istituzioni pubbliche e private di Prato da sempre abituate a fare come pare a loro seguendo il principio che LA LEGGE E’ FATTA PER ESSERE INTERPRETATA, NON APPLICATA”

Comitato Ambientale di Casale (PO) e del Coordinamento Comitati della Piana PO-PT-FI.
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