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La Regione Toscana e il pallottoliere PDF Stampa E-mail
Scritto da msirca   
martedì 16 gennaio 2007
Una analisi di AmbienteFuturo sui risultati del "Tavolo Tecnico (ancora una volta se la sono suonata e ballata come se i cittadini non esistessero) gettati in faccia alla popolazione, senza nessun confronto su temi dove la popolazione fiorentina in questo caso, ha molto da dire e ha fatto concrete proposte alternative.

Il tavolo tecnico con esperti di ambo le parti che si confrontino e analizzino le possibili soluzioni, unico leggittimo a ben vedere (dal momento che secondo vari accordi e convenzioni nazionali e internazionali sottoscritti dagli amministratori, la cittadinanza ha voce in capitolo riconosciuta in materia di scelte ambientali impattanti la salute e la qualità della vita), è stato promesso dal presidente Martini, poco meno di un anno fà; bugiardi come al solito.....

NELL'AREA FI-PO-PT IL TAVOLO TECNICO REGIONALE "TRUCCA" LE CIFRE PER GIUSTIFICARE L'INCENERITORE UNICO (VOLUTO ANCHE DA LEGAMBIENTE) 
Questo è troppo: nonostante le ripetute manifestazioni di massa per dire no agli inceneritori e per sostenere le proposta alternative  il Presidente Martini sceglie ancora LA LINEA DELLO SCONTRO FRONTALE avallando i risultati di un Tavolo Tecnico composto dalle tre provinceche truccano addirittura i numeri relativi ai flussi di rifiuto.

1- Il tavolo prevede oltre ai tre inceneritori esistenti ed in via di potenziamento, un megaimpianto a Case Passerini (tra Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) in cui bruciare più di 700 t/giorno; ebbene la Regione Toscana  dal 2005 si è impegnata (ma per ora solo a parole) a ridurre del 15%i rifiuti entro il 2010 e a una raccolta differenziata del 55%. Se poi consideriamo che nella recente finanziaria si prevede un target di Raccolta Differenziata al 2011 di un minimo del 60% i conti si fanno rapidamente. Il 66% del milione di tonnellate prodotte dalle tre province (e cioè 660.000t/anno) vengono SOTTRATTE ALLO SMALTIMENTO. Rimangono 340.000t/anno da inviare a impianti di trattamento meccanico-biologico (vedi sotto le news in proposito). Nello scenario da noi proposto con il ricorso a due impianti "A FREDDO" si prevede che al 2010 vadano a discarica non più di 100.000t/anno (comunque non più in ogni caso del 15% del totale iniziale dei rifiuti) con una capacità di SOTTRAZIONE DALLA DISCARICA di circa il 70% dello stesso"residuo" (in linea con i sistemi di intercettazione meccanica più avanzati disponibili).
Ma anche considerando le prestazioni impiantistiche di TMB meno efficienti E'AMPIAMENTE GARANTITA UNA SOTTRAZIONE DALLA DISCARICA DELLA FRAZIONE RESIDUA DI ALMENO IL 50% che nel nostro caso equivale a 170.000 t/residue da costipare e porre in discarica in modo pretrattato (no percolati). Addirittura se consideriamo i dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità (VIVIANO) si ritiene che negli impianti stessi finalizzati a produrre CDR (di media qualità) la frazione combustibile non superi il 45% dei rifiuti in ingresso. Ancora, riferendolo ai flussi in oggetto, non più di 150.000 t/anno e cioè MENO DI 500t/giorno che NON GIUSTIFICANO LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO IMPIANTO di MEDIA/GRANDE TAGLIA visto che già ora vi sono disponibilità di trattamento termico più che sufficienti (considerando l'ampliamento in corso e comunque previsto dei vari inceneritori esistenti). RIBADIAMO LA NECESSITA' DI UNA DISMISSIONE IN DATE CERTE ANCHE DI QUESTI IMPIANTI ma le considerazioni svolte servono a CONFERMARE, NUMERI ALLA MANO, CHE IL RICORSO AL NUOVO INCENERITORE NON E' GIUSTIFICATO DA NESSUNA FUNZIONALITA' E RISULTA DEL TUTTO PRETESTUOSO.
Addirittura, considerando lo schema di flusso "licenziato" dal Tavolo Tecnico (che prevede di inviare a combustione ben il 65% dei rifiuti in ingresso agli impianti di CDR ignorando che realisticamente a questi impianti afferiranno rifiuti dove si trovano ancora metalli -almeno il 5%- vetro e inerti -almeno il 7%- oltre alla frazione organica che FANNO RIDURRE A NON PIU' DEL 50% LA FRAZIONE COMBUSTIBILE) IL "FABBISOGNO" di trattamento tecnico NON SUPERA LE 700t/giorno riproponendo CLAMOROSAMENTE CHE NEMMENO I LORO NUMERI GIUSTIFICANO IL NUOVO INCENERITORE          

2-     non a caso allora "I NOSTRI" SOLERTI "BARI" (che giocano a fare gli imprenditori con i danari dei cittadini e sulla loro pelle) SI INVENTANO "NUOVI FLUSSI" DI RIFIUTI SPECIALI SENZA SPECIFICARNE CARATTERISTICHE E PROVENIENZE per giustificare il ricorso al nuovo/i inceneritore/i e all'ampliamento degli esistenti. Forse si allude agli SCARTI TESSILI DI PRATO, forse ai FANGHI senza giustificare come mai i cittadini dovrebbero impegnarsi a ridurre i rifiuti e ad avviarli diligentemente al riciclaggio quando poi gli industriali potrebbero smaltire senza alcun target di riduzione e di contenimento dei propri rifiuti godendo della selvaggia politica di assimilazione dei rifiuti industriali agli urbani elargita dagli amministratori toscani. Quando poi l'inceneritore dovrebbe essere finanziato in gran parte dalle utenze domestiche. la verita' e' che questo patto partorito dal tavolo tecnico manca della gamba piu' importante: manca del coinvolgimento della popolazione  alla quale, però si dovranno chiedere i soldi (con la tariffa)  per realizzare l'inceneritore. Per questo è destinato a "traballare" (come dimostra la dissociazione dall'accordo dei Verdi che pure sono nella maggioranza che governa la Regione e che esprime l'assessore all'ambiente Artusa che per la verità si è espresso a favore).

3 - QUESTI SIGNORI CHE IN UN ANNO non hanno prodotto nessuna nuova idea né impiantistica né di riorganizzazione dei sistemi di raccolta, né hanno risposto alle nostre proposte alternative, che  prevedono  pochi spiccioli per politiche di riduzione dei rifiuti  E CHE NON SONO RIUSCITI A FAR ALTRO CHE A TRUCCARE I NUMERI  SI DEVONO DIMETTERE. Tutto il gruppo dirigente della CISPEL toscana di cui, guarda caso, era presidente quel DANIELE FORTINI ora presidente di FEDERAMBIENTE che continua a "perorare"la pratica "TRUFFONA" dei sussidi all'incenerimento, COSTITUISCE IL "TAPPO" DI OGNI POLITICA DI INNOVAZIONE PARTECIPATA.
Commenti (1) >> feed
Aria compressa per tutti con il cubo di Domenico Schietti
scritto da Motore di Schietti, gennaio 16, 2007

Aria compressa per tutti con il cubo di Domenico Schietti
http://domenico-schietti.blogspot.com/

Da ormai più di 3 anni Domenico Schietti e i membri del Comitato per la produzione del Motore di Schietti devono vivere in clandestinità. Una persona è morta in circostanze misteriose, un'altra è scomparsa da Agosto 2006, minacce, percosse, ritorsioni, siti esclusi dai motori di ricerca e ancora molto peggio: 20 mila morti al giorno per i ritardi di produzione

IL DISEGNO DEL CUBO COMPRESSORE DI DOMENICO SCHIETTI
http://publish.indymedia.org/images/2007/01/878243.jpg
IL DISEGNO DELLA LEVA CON IL BRACCIO LUNGO CHE ALZA IL PESO DALLA PARTE OPPOSTA
http://publish.indymedia.org/images/2007/01/878244.jpg
Datemi una leva e solleverò il mondo, disse Archimede.

Come sapete bene, se il braccio della leva pesa quanto il grosso cubo di granito del compressore, basteranno pochi grammi per alzarlo.

A quel punto bisogna inserire sotto al cubo un serbatoio di aria da comprimere.

Con il lavoro di 4 operai ed un sistema minimamente meccanizzato, si possono ottenere diecimila serbatoi di aria compressa per autoveicoli al giorno quasi gratis.

Perchè nessuno ne parla e continuiamo ad usare gas, benzina e cose simili?

Lo sai vero che con l'aria compressa si può azionare il Motore di Schietti centuplicando il lavoro utile?

Cosa stai aspettando a metterlo in produzione?

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 gennaio 2007 )
 
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