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Pessimi gestori, modelli medioevali, incompetenza? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 30 maggio 2021

Rossano Ercolini

 

CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD

 

dopo il terremoto in ALIA (sotto inchiesta per anomalie nella gestione dei rifiuti, -ndr msirca-), udite udite, dice che la risposta è fare inceneritori!

Ma si può continuare a ripetere questi strafalcioni? Può un'associazione con tali responsabilità ripetere formulette dozzinali?

A leggere non ci si crede, tanta è la incapacità di valutare ciò che sta emergendo in Toscana dalla gestione dei rifiuti. Ciò che scrive sul Corriere Fiorentino ieri Marcello Gozzi di Confindustria Toscana Nord o è da "marziani" che guardano la Toscana dalla Luna o da incompetenti... per di più privi di pudore!

Il Gozzi dice: la Toscana è priva di inceneritori, questo è il problema! Ma davvero i problemi dei fanghi conciari ed ora della crisi di ALIA derivano da questa "carenza"? 

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Rossano Ercolini

 

CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD

 

dopo il terremoto in ALIA (sotto inchiesta per anomalie nella gestione dei rifiuti, -ndr msirca-), udite udite, dice che la risposta è fare inceneritori!

Ma si può continuare a ripetere questi strafalcioni? Può un'associazione con tali responsabilità ripetere formulette dozzinali?

A leggere non ci si crede, tanta è la incapacità di valutare ciò che sta emergendo in Toscana dalla gestione dei rifiuti. Ciò che scrive sul Corriere Fiorentino ieri Marcello Gozzi di Confindustria Toscana Nord o è da "marziani" che guardano la Toscana dalla Luna o da incompetenti... per di più privi di pudore!

Il Gozzi dice: la Toscana è priva di inceneritori, questo è il problema! Ma davvero i problemi dei fanghi conciari ed ora della crisi di ALIA derivano da questa carenza? Sono le stesse tesi che hanno portato le varie Giunte Regionali ad accumulare ritardi pesantissimi nel seguire, per esempio, non soltanto il Veneto ma anche la Regione Sardegna (e si potrebbero aggiungere il Friuli, Trentino e le Marche) che hanno raggiunto livelli di RD oltre il 73% mentre la Toscana è ferma al 60% tra l'altro grazie a province ed ATO "ribelli" ai dettami regionali come Lucca e l'ATO costa dove a dispetto quasi sempre della Regione sono partite RD arrivate ad oltre l'80%. La Regione (speriamo che Giani svolti in merito!) ha, in sintonia con il Gozzi sempre puntato a smaltire non a ridurre, a raccogliere separando, a riciclare e a compostare ed in quella logica si è storicamente profusa a svolgere dei veri e propri conflitti sui territori per realizzare inceneritori e discariche e per silenziare (Renzi li voleva "asfaltare") le legittime e democratiche proteste e proposte civiche di comitati ed associazioni. Ma il Gozzi (ma davvero Confindustria si riconosce in queste piatte e anacronistiche posizioni?) ha mai sentito parlare l'UNIONE EUROPEA (non i comitati!) di superamento del modello "lineare" di produzione e di puntare all'ECONOMIA CIRCOLARE? In questa logica di "Governace europea" lo smaltimento e gli impianti di smaltimento devono rappresentare Solo l'ultima ratio che interviene solo quando ancora le fasi precedenti di gestione dei rifiuti sono state dispiegate fino in fondo. Entro il 2025 sarà obbligatorio arrivare all'80% di raccolta differenziata in Toscana come sta avvenendo (non sulla Luna dove sembra abitare il Gozzi!) ma in Veneto, in Sardegna ecc. Il 20% residuo (RUR) può essere ulteriormente sottratto a smaltimento con impianti moderni in grado di recuperare ancora metalli, pannolini e pannoloni, plastiche di pregio e plasmix (plastiche eterogenee) dopo aver "stabilizzato" le frazioni organiche sfuggite alle raccolta porta a porta mentre dal 2022 anche tutti i tessuti dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente. Ciò che andrà in piccole discariche non certo puzzolenti come quelle del passato, non rappresenterà più del 10% dell'ammontare dei rifiuti. E in questo scenario i costosissimi e inquinanti inceneritori non hanno nessun spazio. Lo dicono i numeri! O i numeri, per il Gozzi sono una mera opinione?

Certo, il "nostro" la "butta in caciara" perchè mischia i rifiuti urbani con quelli speciali, i tessili con i cartari, insomma i comuni con i "distretti industriali. Ma visto che generosamente afferma che gli industriali sarebbero pronti ad investire negli inceneritori perchè non riferisce il medesimo ardore nell'investire anche per ridurre fanghi, scarti vari per puntare a maggior efficienza produttiva e ridurre anche gli inquinamenti? I distretti non crescerebbero anche in termini economici investendo davvero nella promozione dell'economia circolare ottenendo anche un miglior inserimento territoriale?

Ma a noi, in fondo, non interessa polemizzare e siamo stati sempre storicamente disponibili laddove abbiamo vinto ad avanzare dettagliate proposte alternative. Per il cartario Confindustria inviti i propri soci ad investire come fanno alcune cartiere della piana di Lucca nel recupero delle fibre cellulosiche contenute dello scarto di pulper (che rappresentano circa il 25% del totale di questo flusso costituito per metà da acqua facilmente recuperabile) concentrandosi poi insieme a COMIECO (con cui stiamo collaborando in un progetto nazionale) a migliorare la qualità dei "maceri" agendo anche "upstream" sugli imballaggi riducendo quelli misti e incentivando in tutta Italia le raccolte porta a porta che statisticamente riducono (dato CONAI) le impurità e le necessità di smaltimento del "pulper". Per i tessili siamo disponibili a fare altrettanto a partire da una stretta collaborazione con ASTRI di Prato con la quale stiamo predisponendo un'iniziativa per arrivare ad una RD dei tessuti che consenta livelli di riciclo "upstream" (di rigenerazione) piuttosto che di riciclo "downstream" con conseguenti flussi di materiale problematici da riciclare.

Caro Gozzi, chi è affetto da sindrome Nymby? E una buona volta si entri nel merito delle questioni non si butti in "caciara"!

 

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe

 

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