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Ercolini ospite del "Pianeta Terra Festival"

 

 

Sabato 8 ottobre alle ore 19 presso la sala sala convegni di Confindustria toscana nord sita a Lucca in piazza Bernardini, 41 Rossano Ercolini, goldman environmental prize 2013, sarà ospite del Pianeta Terra festival, che vede studiosi nazionali e internazionali confrontarsi per costruire una visione nuova per il futuro del nostro Pianeta.

All’evento, dal titolo “Dall’ego-logia all’eco-logia: quando i cittadini possono fare la differenza”, sarà presente con Ercolini anche Samir de Chadarevian, advisor, storyteller ed editorialista.

Entrambi dialogheranno con Irene Ivoi sull’importanza di ripensare ad un modello economico, antropologico e culturale del tutto ego-logico e inadeguato a risolvere le grandi sfide dei nostri tempi.

Dall’ego-logia all’eco-logia, un gioco di parole che fa appello ad una sfida:  il passaggio dal “modello lineare” (estrazione, produzione, consumo, smaltimento) centrato sullo sfruttamento sconsiderato della natura al “modello circolare” basato sul rispetto dei tempi e dei modi della rigenerazione ambientale.

L’ingresso all’incontro è gratuito fino ad esaurimento posti.

 

 

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Obbligo di raccolta separata del tessile: IMPORTANTE!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedý 04 gennaio 2022

https://www.toscanachiantiambiente.it/dal-1-gennaio-obbligatoria-la-raccolta-differenziata-del-tessile-italia-prima-in-europa/?fbclid=IwAR2MMfFw4qmL-SHJZS59c7diSZTn9qDmEbW8W5M5kRTGDIZo0pK_6K5Rgog

 

In Italia sta per scattare una piccola rivoluzione che ci vede primi in Europa. A partire ...  gennaio 2022, entra in vigore su tutto il territorio nazionale l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili previsto dal decreto legislativo n. 116/2020 . A livello europeo invece la raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuto diventerà obbligatoria entro il 2025. (leggi tutto)

vestiti-usati

I Comuni e i gestori dovranno attivare il servizio quanto prima. Ogni anno 663.000 tonnellate di rifiuti tessili finiscono in discarica o inceneriti.

 

di Iacopo Ricci

In Italia sta per scattare una piccola rivoluzione che ci vede primi in Europa. A partire da domani, 1° gennaio 2022, entra in vigore su tutto il territorio nazionale l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili previsto dal decreto legislativo n. 116/2020 . A livello europeo invece la raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuto diventerà obbligatoria entro il 2025.

L’obiettivo è quello di diminuire l’impatto ambientale del tessile e incentivare il riutilizzo e il riciclo. Secondo le stime di ISPRA il 5,7% dei rifiuti indifferenziati è composto da rifiuti tessili. Si tratta di circa 663.000 tonnellate all’anno destinate a essere smaltite in discarica o negli inceneritori e che potrebbero essere, in gran parte, riutilizzate o riciclate.

Al momento la raccolta differenziata del tessile è organizzata solo parzialmente sul territorio nazionale e colmare, in breve tempo, le differenze tra regioni non sarà facile. Con l’obbligatorietà i Comuni e i gestori che non hanno ancora attivato questo servizio di raccolta dovranno farlo quanto prima e regolamentarlo al meglio, comprendendo sia gli indumenti che altri materiali tessili come la tappezzeria, le lenzuola, gli asciugamani e altri prodotti tessili che, per lo più, si trovano nelle nostre case.

Questo rischia di creare qualche problema, per esempio un aumento degli scarti non facilmente recuperabili che potrebbe far lievitare i costi di cernita e smaltimento, il che preoccupa non poco gli operatori del settore. In sostanza, con l’introduzione dell’obbligo di raccolta differenziata del tessile si teme l’arrivo sul mercato di maggiori quantitativi di rifiuti tessili tali da causare squilibri e un abbassamento della qualità.

Qualcuno ha già invocato una proroga, quantomeno parziale. Si chiede di limitare la raccolta, nella fase iniziale, ai soli abiti usati, in attesa che l’Europa definisca la propria strategia sull’economia circolare nel tessile.
Proroga o no, la strada maestra rimane il riciclo. Un esempio virtuoso ce l’abbiamo proprio in Toscana, a Prato, dove finisce il 15 % dei vestiti di tutto il mondo per essere trasformato in altri capi. Qui riciclo ed economia circolare non sono solo parole.

Fonte: Arpat

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