Il passo del gambero
Scritto da msirca   
venerdý 22 dicembre 2006

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info su: bioenergia, settore dell'acqua, centrali a carbone, buste di plastica

Bioenergia: piante selvatiche più produttive

Le piante selvatiche che crescono nelle praterie potrebbero fornire bioenergia in modo più efficiente delle colture tradizionali. E’ quanto rilevato da una ricerca dell'università del Minnesota pubblicata su Science, secondo cui queste piante sarebbero più produttive del mais, usato oggi come fonte di etanolo e la soia per la produzione di diesel. La loro resa è minore ma diminuisce anche l'uso di fertilizzanti e carburante per i trattori. Inoltre l’utilizzo delle piante selvatiche ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.

(ndr. promosso purchè sia consentita la rigenerazione naturale dei campi di provenienza)

Fonte: Internazionale  

Anche Credem investe sull'acqua

Anche il Gruppo Bancario Credito Emiliano – Credem investe nel settore dell’acqua. Lo ha fatto attraverso Abaxbank, l’investment bank del Gruppo. Il Credito Emiliano non è l’unica banca ad investire sull’acqua e non sarà l’ultima, visto che l’acqua è un bene sempre più scarso e dunque più prezioso, sul quale si prevedono rendimenti a due cifre. Per attirare investimenti le aziende del comparto dovranno mostrare guadagni sempre più alti, quindi spremere le risorse idriche dei paesi in cui operano, aumentare le tariffe agli utenti, tagliare le spese “improduttive” (ad es. il servizio alle zone povere o lontane) o ridurre gli investimenti per il miglioramento o la manutenzione della rete.

(ndr. bocciatissimi!)

Fonte: [fair]watch  

Enel: disastrosa conversione delle centrali

Le conversioni a carbone delle centrali di Civitavecchia e Porto Tolle dell’Enel, sembra fatta apposta per impedire all’Italia di rispettare il Protocollo di Kyoto. E’ la dura accusa di Greenpeace che stila la classifica una sulle emissioni di anidride carbonica delle centrali a carbone: praticamente un elenco dei principali responsabili dei cambiamenti climatici nel nostro Paese. La “palma” della centrale più sporca d’Italia rimane saldamente nelle mani di Brindisi con 15,2 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2005, seguita da quelle di Fusina e Sulcis (sempre Enel) rispettivamente con 5,6 e 4,1 milioni di tonnellate. Ma le due conversioni si inseriscono prepotentemente in classifica: Civitavecchia e Porto Tolle producono 10,3 milioni di tonnellate di CO2 ciascuna.

(ndr. bocciatissimi!) 

Finanziaria: stop alle buste di plastica

Dal 2010 in Italia saranno vietate le buste per la spesa non biodegradabili. Lo prevede il maxiemendamento alla legge Finanziaria approvato dal Senato.

(ndr. rimandati per il ritardo e la dilazione)

Fonte: e-gazette

 

Commenti
a prposito di biomasse, biocombustibili, bioenergia e di come occorra pensarle tutte....
scritto da msirca, gennaio 04, 2007

http://www.rainforestportal.org/alerts/send.asp?id=europe_biofuel


(un appello alla Unione Europea affinché metta paletti precisi allo sfruttamento delle foreste e dei suoli in materia di "biomasse". "Biomassa" termine che diventerà di moda in tempi brevi, ci verrà proposto a martello dai media complici di chi si vede sfilare il malloppo destinato alle vere rinnovabili ma finora goduto da affaristi e inquinatori, costoro non vorranno rinunciare a così facili guadagni....è anche vero che il mio inglese è approssimativo, chi potesse tradurre per chi volesse sottoscrivere l'appello sapendo esattamente l'argomento, sarebbe benvenuto/a, per firmare e per il doc completo vedi il link)

"I understand that on 10th January the European Commission will make an announcement about the review of the Biomass Action Plan and the European Biofuel Directive. I urge you to not endorse plans for an expansion of Europe's biofuel industry at this stage, and strongly demand that the plan not support environmentally destructive industrial biofuels that come at the expense of ancient rainforests.
The European Parliament has recognised that the lack of clear environmental standards and safeguards could have significant negative effects, such as an increase in tropical deforestation and agriculture intensification and biodiversity losses in Europe and abroad, while failing to reduce greenhouse gas emissions significantly.
Furthermore, research has shown that palm oil from South-east Aisan peatlands is linked to carbon emissions ten times greater than those from using an equivalent quantity of mineral oil.
No mechanisms exist to prevent biofuels linked to rainforest destruction, forest fires and peat drainage from being expanded as a result of the EU Biofuel directive. The furthest-developed certification scheme is the Roundtable for Sustainable Palm Oil: After years of discussions there is not even a time-table for it certifying any sustainable palm oil, and some of the
companies involved continue to clear virgin ancient rainforests with impunity.
I am also very concerned that the European Commission did not consult with NGOs and community organisations which represent the people who will be directly affected by the
greater demand for palm oil, soy, sugar cane or jatropha. Latin American groups have just issued their own declaration, saying 'We Want Food Sovereignty, Not Biofuels', and many southern African NGOs in the CURES network say that they want biofuels to meet the needs of
their communities, rather than an export-oriented biofuel strategy.
Finally, I am very worried about reports that the European Parliament have recommended that peat should be classed as a long-term renewable source of bioenergy. Peat should not be classed as either renewable or as a form of bioenergy as its carbon content is as high or higher than that of other types of fossil fuels, and it is not renewable on a human time scale. (...segue, vedi link)




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Ultimo aggiornamento ( giovedý 04 gennaio 2007 )