I PARADOSSI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Scritto da Antonio A.   
domenica 24 aprile 2016

Pubblichiamo un’interessante lettera dell’Ing. Alberto Bellini, Ex-Assessore all’Ambiente del Comune di Forli, dimessosi nell’agosto scorso per la sua diversità di vedute con l’amministrazione forlivese (LEGGI),  nel quale si esprimono forti perplessità sulla gestione dei rifiuti operata dalla società Hera s.p.a., società multiutility con sede in Bologna. Una società che è un vero “colosso nel cuore della rossa Emilia Romagna, una super-partecipata degli enti locali (tutti Pd) da Bologna a Ferrara, da Ravenna a Modena e altri 261 comuni (al 99% centrosinistra)” e all’interno della quale non si poteva che ritrovare“mezzo Pd locale, con un occhio di riguardo ai «trombati», a cui il partito non fa mai mancare un contentino” (Il Giornale, 12/12/2014).

Diciamo una società che, tanto per cambiare, in passato ha fatto parlare di sè più per gli stipendi d’oro dei suoi amministratori, politici ed ex-politici, trombati e non (LEGGI), e che ci interessa da vicino in quanto interessata nella realizzazione del nuovo inceneritore di Case Passerini, a Sesto Fiorentino

“I PARADOSSI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: RIDURRE I COSTI, L’IMPATTO AMBIENTALE O ENTRAMBI?” di Ing. Alberto Bellini, da Il Resto del Carlino di Forlì, del 28/11/2015 

Premesso che ritengo inopportuno che un’azienda intervenga sulle valutazioni degli Enti in occasione dell’affidamento di un servizio di cui è potenziale concorrente, l’intervento di Tiziano Mazzoni di Hera sul Resto del Carlino di oggi merita qualche riflessione e commento.
Hera implicitamente ammette che il suo modello gestionale è più costoso e meno efficiente in termini di prestazioni ambientali.
Infatti, contestando i dati di Contarina ammette di non riuscire a offrire analoghe prestazioni a quel livello di costi e conferma la validità dell’idea forlivese di separare la raccolta dallo smaltimento, lasciando la raccolta a una società pubblica “leggera” con costi generali molto minori di quelli di Hera e senza margini di profitto.
Il progetto di Contarina include i costi per i servizi a chiamata, e anzi aggiunge servizi, come la pulizia delle caditoie e il netturbino di quartiere, figura di riferimento per il controllo del territorio (pulizia, abbandoni).
Contarina gestisce un bacino di 550.000 abitanti dove raggiunge 84% di raccolta differenziata con un costo di servizio di 103 € per abitante. Nel progetto per Forlì ha stimato un costo 125 € per abitante considerando la peculiarità che Hera stessa sottolinea: maggiore quantità di rifiuti assimilati (ovvero prodotti dalle attività produttive e commerciali). Inoltre, sono stati considerati gli investimenti per mezzi e accessori per la raccolta domiciliare e i costi di subentro a Hera stessa. Hera ha ripetutamente chiesto un aumento di costi rispetto a quelli attuali (circa 140 € per abitante) per realizzare la raccolta domiciliare e raggiungere il 70% di raccolta differenziata. Hera conferma che la sua struttura è inefficiente per un servizio semplice e inerentemente pubblico e capillare come la raccolta porta a porta.
Hera dovrebbe giustificare il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti e condivisi con le amministrazioni forlivesi fin dal 2010: 65 % di raccolta differenziata e tariffa puntuale. A Parma Iren ha raggiunto il 68% in due anni; a Treviso (capoluogo) Contarina ha raggiunto il 70 % in pochi mesi e i costi per i cittadini sono uguali o inferiori a quelli di Forlì.
Alcuni dati sintetizzano questi risultati. Nel bacino Contarina, 550.000 abitanti avviano a smaltimento meno di 20.000 tonnellate di rifiuti (e non necessitano di nessun impianto); nella Provincia di Parma 445.000 abitanti avviano a smaltimento poco più di 73.000 tonnellate di rifiuti; nella Provincia di Forlì-Cesena meno di 400.000 abitanti avviano all’inceneritore 140.000 tonnellate di rifiuti.
I dati pubblicati recentemente dal Report ISPRA (Tabella 5.5 Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2015, Schede di sintesi, ISPRA) mostrano che i costi medi dell’Emilia-Romagna sono superiori a quelli del Veneto, dove è ampiamente diffuso il modello di gestione pubblica e la raccolta porta a porta e che, in generale, i costi del servizio si riducono dove si applica la tariffa puntuale e aumenta la percentuale di raccolta differenziata.

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Ultimo aggiornamento ( giovedý 05 maggio 2016 )