Prevenzione rifiuti
Scritto da Claudio   
lunedý 16 ottobre 2006
News letter n. 4/06 - ad EcoMondo le LINEE GUIDA SULLA PREVENZIONE E MINIMIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI

Il convegno
Il 9 novembre a Rimini Fierasi si svolgerà in occasione di Ecomondo un convegno di presentazione delle Linee Guida sulla prevenzione dei rifiuti, frutto di un lavoro che ha visto protagonisti nel 2005 il gruppo di lavoro specifico di Federambiente e l’Osservatorio Nazionale Rifiuti.

I due organismi - a tale scopo hanno siglato una convenzione di collaborazione che, nell’arco di poco più di anno, ha poi permesso in maniera utile e condivisa un’estensione dei contenuti di questo lavoro anche al Forum Prevenzione di Federambiente. Quest’ultimo, costituito nel 2002, grazie all’adesione e al coinvolgimento attivo di diversi rappresentanti di interessi specifici, ha contribuito tecnicamente alla definizione delleLinee Guida.

Il convegno prevede una presentazione tecnica dei contenuti e dell’impostazione del lavoro a cura di Federambiente a cui seguirà una tavola rotonda che chiama Confindustria, la Grande Distribuzione Organizzata, una associazione di enti locali europei impegnati sul tema, una associazione di consumatori, la rete degli osservatori provinciali sui rifiuti, un’azienda di servizi ambientali ed il rappresentante di una Regione ad esprimere una opinione sul loro interesse e possibile ruolo nella gestione di politiche di prevenzione dei rifiuti a livello territoriale.

Le linee guida
Il loro obiettivo consiste nel fornire a enti pubblici e gestori dei rifiuti idee e strumenti per rendere operative le politiche e le azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti a livello locale.

I destinatari delle Linee Guida si distinguono in :
- un target “primario” costituito dai soggetti pubblici che possono promuovere e attuare le iniziative di prevenzione dei rifiuti,
- un target ”secondario”, costituito da soggetti privati o di carattere associat ivo che possono dare un contributo fondamentale nella implementazione delle azioni.

Del primo gruppo fanno parte Regioni, Enti Locali (Province, Comuni, Comunità montane e Consorzi di comuni), soggetti pubblici con competenze di pianificazione dei rifiuti (A.T.O. ) e in maniera più indiretta gestori dei servizi di igiene urbana.

Del secondo gruppo fanno parte le associazioni di categoria industriali e di artigiani, di esercenti, i Gruppi della Grande Distribuzione, i gestori di servizi (ad es. ristorazione, turismo, sanità, università, ecc), il terzo settore (onlus e associazioni di volontariato e cooperazione sociale) ed infine le associazioni ambientaliste e dei consumatori.

Le Linee -Guida partono dall’inquadramento del concetto di prevenzione, in quanto punto di partenza della gestione integrata del settore e punto di forza per la sua valenza economica sia per gli operatori pubblici che per quelli privati (oramai è ben noto che produrre meno rifiuti conviene a tutti).

Il cuore del lavoro e il suo effettivo contenuto innovativo però consistono nel fornire in concreto una metodologia operativa per attuare azioni concrete.

Questo è possibile attraverso :

    * una chiave di lettura che permette di mappare il territorio (capitolo 4°)
    * una descrizione di strumenti normativi, economici e volontari di tipo nazionale e di applicazione locale (capitolo 5.1.)
    * una elencazione di 14 flussi di beni/rifiuti su cui possibile attivarsi con azioni di prevenzione (capitolo 5.2)


I flussi identificati sono:

         1. cassette per ortofrutta
         2. imballaggi primari per liquidi alimentari
         3. pannolini usa e getta per bambini
         4. stovigliame monouso
         5. shopper in plastica monouso
         6. alimenti (resti di pasti ed alimenti ancora commestibili)
         7. contenitori per detersivi e detergenti liquidi
         8. beni in gombranti
         9. beni durevoli (elettrodomestici e apparecchiature elettriche ed elettroniche per uso domestico o da ufficio)
        10. farmaci
        11. abiti usati
        12. rifiuti speciali assimilabili
        13. rifiuti urbani biodegradabili
        14. carta per usi commerciali gratuiti e per scrivere (risme)


Le 14 schede indicano per ciascun bene:

    * Rilevanza quantitativa, in riferimento alla rilevanza media, in termini di peso assoluto e relativo, rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti, del rifiuto generato dal consumo dello specifico bene.
    * Soluzioni di prevenzione e minimizzazione applicabili allo specifico bene.
    * Contesti in cui è possibile applicare la (o le) soluzione di prevenzione.
    * Attori protagonisti e attori da coinvolgere per l’intervento ipotizzato.
    * Strumenti possibili da adottare ai fini dell’efficacia dell’azione.
    * Vantaggi, in termini di potenziali risultati di prevenzione e/o minimizzazione conseguibili.
    * Criticità che si possono incontrare nella realizzazione dell’intervento in oggetto.
    * Descrizione di attuazione con successo di quella azione specifica.

Augurandoci di vedervi numerosi e interessati a questo lavoro e alla sua presentazione, vi lasciamo con un ARRIVEDERCI al 9 novembre ad Ecomondo

gruppo di Lavoro Prevenzione di Federambiente.
Newsletter inviata dal Gruppo di Lavoro sulla Prevenzione (Federambiente)
http://www.rifiutilab.it/prevenzione
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Ultimo aggiornamento ( lunedý 16 ottobre 2006 )