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Il Presidente furioso e la mancanza di memoria... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
giovedý 08 luglio 2010

 

 (Il Presidente minaccioso è a conoscenza della situazione creata dagli inceneritori esistenti sulla regione da lui governata, ammesso che gli si possa concedere di non conoscere i gravi problemi che determinano sempre e comunque gli inceneritori? Il Presidente minaccioso è consapevole di avere ereditato e di contribuire pesantemente a una situazione di scandalosa inadempienza perfino rispetto a quanto stabilito dalle stesse leggi regionali in tema di Prevenzione e Raccolta Differenziata dei cosiddetti rifiuti? E di non contribuire alla diffusione degli acquisti verdi nella misura dovuta, etc. etc. etc. Lo aiutiamo intanto a rinfrescarsi la memoria con un recente documento su uno dei tanti "camini fumanti" di cui è disseminata la Toscana)

(...) 4.le analisi ARPAT disposte dal Comune con la predetta ordinanza confermavano il superamento dei limiti di legge del parametro diossina con referti analitici resi disponibili il 28/07/2007;

5.- visti anche i superamenti ripetuti dei limiti di emissione delle diossine e dei furani, e in considerazione della elevata tossicità di tali sostanze accumulatesi nell’area  per causa della presenza dell’impianto, veniva richiesto, da parte dei locali comitati, all'indomani della chiusura dell'inceneritore, l'emissione di ordinanze di divieto di produzione, consumo e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dall'area di ricaduta dell'impianto. Ma  a tale richiesta non seguivano iniziative a concreta tutela della salute dei cittadini;

ATTO DI  DIFFIDA

del FORUM AMBIENTALISTA,  in persona del Presidente legale rappresentante pro tempore Ciro Pesacane , con sede in Roma via S.Ambrogio,4,  nonché gli ulteriori sottoscritti firmatari in calce al presente atto

PREMESSO

1.La CIS S.p.A della quale sono proprietari i Comuni di Agliana, Quarrata e Montale, esercisce l'impianto di inceneritore di rifiuti solidi urbani , speciali e ospedalieri posto in Comune di Montale in funzione fin  dall'anno 1978;

2.in data 03/05/2007 l'ARPAT effettuava prelievo di controllo sulle emissioni del predetto impianto riferendo, solo nella prima decade di luglio, il superamento dei limiti di legge per le diossine (0,647 ng/TEQ/NM3); 

3.a seguito di tali risultati, in data 18/07/2007 il Sindaco del comune di Montale emanava ordinanza contingibile ed urgente  n.8, con la quale, dato atto del superamento dei limiti emissivi stabiliti dal decreto legislativo 133/ 2005, ordinava alla consorzio intercomunale servizi S.r.l. –CIS la chiusura dell'impianto entro 36 ore dalla notifica e successivamente alla effettuazione di nuovi prelievi da effettuarsi a cura di ARPAT il giorno 19/07/2007;

4.le analisi ARPAT disposte dal Comune con la predetta ordinanza confermavano il superamento dei limiti di legge del parametro diossina con referti analitici resi disponibili il 28/07/2007;

5.- visti anche i superamenti ripetuti dei limiti di emissione delle diossine e dei furani, e in considerazione della elevata tossicità di tali sostanze accumulatesi nell’area  per causa della presenza dell’impianto, veniva richiesto, da parte dei locali comitati, all'indomani della chiusura dell'inceneritore, l'emissione di ordinanze di divieto di produzione, consumo e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dall'area di ricaduta dell'impianto. Ma  a tale richiesta non seguivano iniziative a concreta tutela della salute dei cittadini;

6.- in data 30 luglio 2007 veniva istituito, presso la Provincia di Pistoia e su iniziativa della stessa, un gruppo di lavoro definito “istituzionale” composto, oltre che dalla stessa Provincia, dai Comuni proprietari dell'impianto, dalla  ARPAT e dalla ASL, allo scopo di effettuare approfondimenti congiunti sul funzionamento dell'impianto, il sistema dei controlli, un monitoraggio ambientale ed un monitoraggio sanitario;

7..- il predetto gruppo di lavoro “istituzionale” non riteneva, in quel momento, di dover emanare ordinanze cautelative di utilizzo e commercializzazione di prodotti alimentari della zona bensì di dotarsi di un gruppo di lavoro “tecnico” composto da personale dell'ASL e dell’ ARPAT con il compito di definire i monitoraggi ambientali e sanitari;

8.- questo gruppo di lavoro “tecnico” stabiliva di effettuare approfondimenti di carattere ambientale e sanitario tramite un piano di campionamento dopo aver definito, con metodi scientificamente riconosciuti, l'area di maggiore ricaduta delle diossine emesse dall'impianto di incenerimento che interessa i Comuni di Agliana, Montale, Montemurlo, Prato, Pistoia e Quarrata, affidando l'indagine sanitaria consistente in analisi di campioni su matrici animali all'ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE delle regioni del Lazio della Toscana

9.-- con nota 10 febbraio 2009, il predetto Istituto riferiva i risultati dell'indagine come sopra risposta riferendo che:- per i campionamenti dell'area posta nella provincia di Pistoia –zona rossa, i risultati della determinazione di diossine PCDD/F e PCBs diossina simili (PCB d-l), veniva notata “ una pressoché totale presenza” nei 14 campioni di origine animale, di PCB diossina simili determinati a concentrazioni che vanno da un minimo di 2 a valori 20-40 volte la concentrazione di diossine superiore ai limiti di legge previsto in 4 pg/g TE.- per campionamenti posti nell'area della provincia di Prato, in comune di Montemurlo e le comune di Prato veniva rilevato dall'analisi di due campioni di pollo un livello di somma di DIOSSINE e PCB fino a circa 40 volte il limite di legge;

10.- in sede di discussione sulla interpretazione dei dati acquisiti e sulle iniziative da intraprendere, risultava dalla stampa del periodo (Tirreno edizione di Pistoia mercoledì 1 luglio 2009 pagina V) che nel maggio successivo, il dott. Michelangiolo Bolognini, già responsabile dell'Unità Funzionale di Igiene e Sanità Pubblica dell'ASL di Pistoia e componente del gruppo di lavoro “tecnico” aveva  richiesto, a seguito dei risultati positivi dei campionamenti su alcuni animali , l'emissione di un'ordinanza di divieto di utilizzo di commercializzazione degli alimenti provenienti dall'area di maggiore ricaduta dell'impianto” nonché la predisposizione di un'indagine sui liquidi biologici dei residenti, sui metalli pesanti e i PCB …” oltre che ulteriori campionamenti di metalli pesanti nella frutta in altri prodotti orticoli           della zona; ;

11.- in assenza di iniziative da parte delle istituzioni locali i comitati dell'area organizzavano l'analisi di latte materno di   due mamme residenti in area di ricaduta che avevano volontariamente accettato di sottoporre ad analisi proprio latte a circa due settimane dal parto;

12.- l'indagine eseguita presso il Consorzio Interuniversitario Nazionale “la chimica per l'ambiente” di Marghera , con un costo sostenuto grazie ai fondi raccolti dal Comitato contro L'inceneritore, dava come risultato una consistente presenza di diossine e PCB d-l nei campioni di latte materno analizzato, superiore anche ai limiti normativi per il latte vaccino che è pari a 6 pg/g TE;

13.- in particolare veniva evidenziato che il profilo di dodici molecole diossino-simili appartenenti ai PCB riscontrati nei campioni di latte materno è del tutto sovrapponibile al profilo dei PCB emessi dall'impianto (analisi al camino effettuati in autocontrollo e dall'ARPAT negli ultimi anni) e al profilo dei PCB riscontrati nella carne di pollo, tanto da far ritenere ragionevolmente certa l’origine della contaminazione ambientale nell’impianto di incenerimento dei rifiuti di Montale;

14.-i risultati delle analisi predette - quelle disposte dalla pubblica amministrazione su matrici animali e vegetali e quelle disposte dai cittadini sul latte umano – convergono nel far ritenere la sussistenza di una situazione ambientale e sanitaria di rischio concreto per la salute delle popolazioni della zona , laddove, per altro verso, non si ha notizia di ulteriori iniziative istituzionali di approfondimenti conoscitivi sulla situazione sanitaria ed ambientale dell’area , né tanto meno di iniziative, anche eventualmente di carattere provvisorio e cautelare, in grado di tutelare la salute dei cittadini dell’area;

15-iniziative di tutela appaiono sicuramente dovute, oltre che per le risultanze delle indagini , pubbliche e private, sopra indicate , anche in considerazione dell’aggravamento della situazione ambientale e sanitaria dell’area in dipendenza dell’accumulo progressivo al suolo e nelle matrici alimentari di inquinanti persistenti , quali le diossine e i policlorobifenili, per causa delle continuative  immissioni nell’ambiente , accumulatesi negli anni in quantitativi elevati, nonché quotidianamente determinate dalle emissioni dell’ impianto di incenerimento, attualmente in funzione e che ,come ogni impianto del genere, è riconosciuto sicura fonte di produzione delle dette sostanze.

16..- è fatto obbligo al presidente della Giunta regionale e  ai Sindaci, quali autorità sanitarie  locali, a sensi  dei poteri ad essi conferiti dall’art.32 L.833/78  anche agli effetti dell’ articolo 328 c.p, il compimento senza ritardo di atti del proprio ufficio per ragioni di igiene e sanità

Tanto premesso

INTIMANO  E  DIFFIDANO

1.- il  PRESIDENTE della GIUNTA REGIONALE  DELLA TOSCANA,  domiciliato in Firenze piazza del Duomo,10 –palazzo Strozzi Sacrati

2.-Il SINDACO DEL COMUNE DI MONTALE ,in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Montale (PT), via Gramsci,19 (51037)
3.-Il SINDACO DEL COMUNE DI AGLIANA ,in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Agliana (PT) , via Curiel , (51031);

4.- Il SINDACO DEL COMUNE DI QUARRATA ,in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Quarrata (PT) , via V.Veneto,2  , (51039);

5.-Il SINDACO DEL COMUNE DI MONTEMURLO; n persona del sindaco pro- tempore, con sede in Montemurlo , via Montalese 472/474, 59013  Prato

6.-il SINDACO DEL COMUNE DI PISTOIA in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Pistoia , Piazza del Duomo,1 (51100)
7.-Il SINDACO DEL COMUNE DI PRATO in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Prato , Piazza del Comune 2 (59100)

il Presidente della Giunta  quale autorità sanitaria sopracomunale, i sindaci quali autorità sanitarie locali a ordinare il divieto di produzione , commercio , consumazione di prodotti agricoli, di origine animale e vegetale provenienti dalle aree di ricaduta della immissioni dell’ inceneritore di Montale nelle aree di rispettiva competenza, individuate dai campionamenti effettuati dall’ ISTITUTO ZOOPROFILATICO di cui in premessa;

INTIMANO  E DIFFIDANO

8-il SINDACO DEL COMUNE DI MONTALE ,in persona del sindaco pro- tempore, con sede in Montale, via  via Gramsci,19 (51037) ordinare la chiusura dell’impianto di incenerimento attesa la pericolosità delle sue immissioni ,

nonché

9.-IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PISTOIA in persona del presidente pro tempore con sede in Pistoia Piazza S.Leone,1  (51100) di ordinare la sospensione dell’autorizzazione al funzionamento dell’impianto, onde evitare che,  mediante le ulteriori immissioni nell’ambiente delle sostanze di cui in premessa, possa aggravarsi la contaminazione ambientale e il rischio sanitario per le popolazioni della zona.

Roma  li
-Per     il         Forum Ambientalista Ciro     Pesacane :
-Comitato per la Chiusura dell'Inceneritore di Montale - Patrizia Anita Rocchetti
-Comitato Cittadini Uniti Montemurlesi -  Enrico Mungai
Commenti (3) >> feed
si tratta del Presidente delle Regione Toscana Enrico Rossi
scritto da msirca, luglio 08, 2010

si tratta del Presidente delle Regione Toscana Enrico Rossi, ovviamente.
Colui che, se corretto quanto riportato dalla stampa, minaccia sfracelli se non commissariamenti di Comuni e Enti se non si sbrigano a costruire gli inceneritori

DIVIETO IMMEDIATO DI COMMERCIALIZZAZIONE E CONSUMO DEI PRODOTTI COLTIVATI NEL TERRITORIO DI RICADUTA DEI FUMI EMESSI DALL'INCENERITORE DI MONTALE
scritto da R.M., luglio 10, 2010

Sindaco Scatragli e Assessore Fragai,
come in oggetto e specificato di seguito, Vi chiedo quale cittadino responsabile, di avviare le procedure per il DIVIETO IMMEDIATO di produzione , uso e commercializzazione dei prodotti destinati alla nostra alimentazione diretta o indiretta; in particolare Vi indico la produzione di GRANO coltivata e raccolta proprio nei vasti campi accanto all'inceneritore e la FRUTTA e VERDURA prodotte sempre nelle sue immediate vicinanze e commercializzate anche a Pistoia.
Chiaramente ricordo che i produttori devono essere indennizzati dai responsabili dell'impianto di incenerimento del CIS, come sempre i comitati hanno richiesto, per i danni economici e di lavoro loro provocati.
In riferimento ai risultati sulle analisi, in particolare quelle sui polli, che ne avrebbero impedito la commercializzazione, è' stato più volte dichiarato da parte dei responsabili amministrativi, che il problema non esisteva in quanto riguardava solo il consumo di chi li allevava, facendo passare l'idea che ci si può avvelenare e ammalare con i tanti prodotti alimentari che produciamo per i nostri consumi; mentre per le produzioni destinate alla commercializzazione come quelle citate ( grano, frutta e verdura), o non esistono in questa zona oppure in mancanza di analisi specifiche il problema non sussiste.

AVETE FATTO FUORI IN MODO IRRESPONSABILE, COME CLASSE POLITICA, IL BASILARE PRINCIPIO DI PRECAUZIONE PER LA SALUTE .

Le ricordo che la richiesta in oggetto, richiesta minima in osservanza al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE in attesa dei risultati delle analisi e delle conseguenti bonifiche, è stata avanzata per la prima volta dai comitati e dai cittadini a seguito della chiusura dell'impianto d'incenerimento di Montale per emissioni di almeno sette volte la soglia consentita ( ma sempre pericolosa per la nostra salute ) di diossine.
Ricordo, tralasciando tutti i problemi rilevati nel tempo prima e successivamente a questo stop del luglio 2007, che questo eccesso di emissioni di sostanze tossiche è durato per un periodo minimo di tre mesi ma più probabilmente per molto più tempo, .
La nostra protesta ha portato finalmente dopo 30 anni di attività di questo impianto, lo stesso modello di San Donnino, chiuso nel '86, a programmare le analisi su terreni, animali, acqua e ad effettuare ricerche epidemiologiche.
Quindi già dai primi risultati, ma anche successivamente ai risultati delle analisi autoprodotte sul latte materno, è stata reiterata più volte la richiesta di divieto esplicata da me in oggetto, purtroppo mai eseguita.
Voglio infine sottolineare con forza che i risultati hanno evidenziato l'insostenibile e generalizzato inquinamento da diossine e altri prodotti tossici, su cui non mi soffermo, riferibile con certezza agl'inceneritori di Montale e Baciacavallo.

Saluti
Roberto Menichetti


andiamo a mietere il grano.... il grano.... il grano....
scritto da msirca, luglio 10, 2010

Lascio perdere facicili associazioni suscettibili di querele...
Il problema del grano... le abbiamo viste tutti le distese di grano intorno alla pentola rimodernata di Montale.. e sappiamo ormai da tre anni che questo impianto non è affidabile nemmeno per il rispetto dei limiti stabiliti per le emissioni che, sempre tutti sappiamo, non tuteleano nè la salute nè l'ambiente quand'anche venissero rispettati (lo dice anche la UE che il rispetto dei limiti stabiliti non è una garanzia di rispetto della salute, purtroppo poi l'applicazione del principio di precauzione è un obbligo troppo elastico..)insomma, questo grano alla diossina... sapere che fine ha fatto e che fine farà quello mietuto i giorni scorsi, è nell'interesse di tutti, o no!???

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Ultimo aggiornamento ( giovedý 08 luglio 2010 )
 
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