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"Mal comune mezzo gaudio", si può dire delle diossine o simili? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 31 gennaio 2010

 (Montale e il latte di mamma alla dossina: i contorcimenti di ASL e delle altre istituzioni preposte alla tutela della salute dei cittadini sono incredibili...)

 

... Che la diossina sia cancerogena è un dato di fatto: sappiamo che per i cancerogeni non esiste scientificamente una soglia di sicurezza. Però l’ambiente è già fin troppo inquinato per permetterci di aggiungerne altri che, per la loro persistenza, si accumulano via via sempre di più, anzi dobbiamofare di tutto per ridurre quelli che già ci sono. Questo il significato della convenzione, sottoscritta anche dal nostro paese, ma visibilmente ignorata anche da chi, come l’ASL, dovrebbe proteggere la nostra salute.

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ASL che coraggio, dire che va tutto male e quindi che va tutto bene.!!!Apprendiamo dagli organi di stampa l’ennesimo tentativo di forviare le evidenze che sono sotto gli occhi di tutti.La ASL “certifica” che se Montale è inquinata, anche il resto dell’Italia non sta meglio, perciò ... si può continuare ad ammalarsi di cancro e a morire tranquilli perchè ... siamo in buona compagnia!!Questo è infatti il messaggio che viene passato tramite i media, dicendo alle mamme: è tutto tranquillo, anche le altre mamme di tutta Italia sono inquinate come voi! Dall’impianto esce PCB??.....nessun problema…..perchè non ci sono limiti emissivi !! Dimenticando che i PCB, sono“endocrin disruptor”, classificati tra gli Inquinanti Organici Persistenti, i famigerati POP messi al bando dalla convenzione di Stoccolma, sottoscritta anche dall'Italia, che prevede non solo il blocco della produzione, ma anche l’impegno a ridurne la presenza nell'ambiente.Che la diossina sia cancerogena è un dato di fatto: sappiamo che per i cancerogeni non esiste scientificamente una soglia di sicurezza. Però l’ambiente è già fin troppo inquinato per permetterci di aggiungerne altri che, per la loro persistenza, si accumulano via via sempre di più, anzi dobbiamofare di tutto per ridurre quelli che già ci sono. Questo il significato della convenzione, sottoscritta anche dal nostro paese, ma visibilmente ignorata anche da chi, come l’ASL, dovrebbe proteggere la nostra salute.Si dice che l’inquinamento è ubiquitario a causa dei plessi industriali, ….ma nella zona circostante l’inceneritore non ci sono altre industrie inquinanti, tant’è che la centralina di controllo dell’aria è classificata RURALE/FONDO, quindi senza industrie (eccetto il Termo-cancro-valorizzatore) nellevicinanze,forse vogliono farci credere, che l’inquinamento nella zona ce lo porti il vento da fuori? La cosa più singolare è che all’interno delle “stanze” si assiste a prescrizioni per l’impianto, diffide, ammissioni di colpevolezza, richiesta di parametri più rigidi, poi puntualmente superati e bypassatida pseudo interpretazioni; salvo poi all’esterno, ammettere come riportato dagli organi di stampa, che l’ambiente è comunque contaminato, ma poi dire che in fondo va bene così.!Non solo, si ammette e si scrive su documenti sia da parte di ARPAT che di ASL che la contaminazione riscontrata negli alimenti (i ben noti polli alla diossina) ha origine dal medesimo inquinamento ambientale del latte materno: alleluia! Salvo poi negare con comunicati stampa che ditutto ciò possa essere responsabile l’inceneritore di Montale !!Non sarà che, essendo questo un impianto a capitale pubblico, si cerchi in tutti i modi di “tenerlo in piedi”? (se fosse privato….sarebbe chiuso da un bel pezzo.!!) Non si capisce, altrimenti la posizione contraddittoria di ASL, la quale mette i paletti che poi non vengono rispettati se ne sta zitta zitta, quando vengono trovati inquinanti… si limita a dire che l’inquinamento è dappertutto.Rammentiamo alla ASL, che il suo compito istituzionale è di “”FARE PREVENZIONE PRIMARIA”” prima ancora di curare; forse qualcuno si è dimenticato il giuramento di Ippocrate, come si è dimenticato le richieste di analisi sulle matrici biologiche e sul latte materno avanzateall’indomani del Luglio 2007? Guarda caso invece oggi dopo la denuncia dei Comitati si legge sulla stampa che verranno ripetute come contro verifica, ma se non sono cosi poi necessarie perché mai si sta pensando di ripeterle, oppure si deve trovare, SOLO quello che si deve trovare per poter poiriaffermare che alla fine, va tutto bene così ??Vorremmo ricordare che l’OMS indica per la diossina un limite di assunzione giornaliera per gli adulti pari a 2 picogrammi per chilo di peso corporeo. Figuriamoci per i bambini, dovrebbe essere di meno, non certo di più, quindi per un lattante di 4 kg già 8 picogrammi al giorno sarebbero troppi. Invece, con i valori trovati a Montale che ci dicono essere nella media, ne assume circa 400, ossia 50 volte tanto. !!Noi diciamo invece che c’è poco da star tranquilli ... ed i primi ad essere preoccupati dovrebbero essere proprio i medici delle ASL responsabili della PREVENZIONE PRIMARIA sia per legge che per mandato. Non per nulla, i tumori nell’infanzia sono in costante crescita e l’Italia detiene il tristeprimato europeo di una crescita quasi doppia rispetto agli altri paesi.Su questi temi la ASL dovrebbe invece guardarsi dentro e fare una bella meditata riflessione.!!

Perciò sulla base di queste evidenze chiediamo immediatamente la chiusura dell’impianto ed informiamo di aver dato mandato ai nostri legali di verificare nei confronti dei responsabili se sia ravvisabile il reato di lesioni personali aggravate.

Commenti (1) >> feed
Rifiutarsi di avvelenare se stessi e i compagni di lavoro NON è REATO!
scritto da msirca, febbraio 12, 2010

L'ASM LO SANZIONA, IL GIUDICE LO ASSOLVE

IL MESSAGGERO Ed. Umbria/Perugia/Terni

giovedì, 4 febbraio 2010

Visualizza Articolo in formato PDF (PDF - 318 kb)


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L`Asm lo sanziona il giudice lo assolve. Si rifiutava di toccare le polveri pericolose: in tre anni dodici provvedimenti disciplinari di NICOLETTA GIGLI Vincenzo ha collezionato dodici provvedimenti disciplinari in tre anni. Nove sono stati annullati dalla direzione provinciale del lavoro, gli altri tre sono finiti in tribunale. E il giudice del lavoro, Fabrizio Riga, a Vincenzo Gisonno ha sempre dato ragione, condannando l`Asm a pagare le spese legali. L`ultima sentenza è di questi giorni e la partita in tribunale è stata persa ancora una volta dall`azienda municipalizzata. Per il giudice, le sospensioni dal lavoro di Gisonno, che è ancora dipendente Asm e che in questi giorni ha ottenuto anche una promozione, non erano giustificate. I provvedimenti disciplinari sotto accusa, riuniti in un unico procedimento, riguardavano la vicenda delle polveri di risulta dell`inceneritore di Maratta. Che Vincenzo Gisonno, rappresentante della sicurezza dei lavoratori, si rifiutava di movimentare perché le riteneva pericolose. «Quando i sacconi con le polveri erano rotti -dice Vincenzo- io non li toccavo e invitavo i miei colleghi a fare altrettanto. Non potevo mettere a repentaglio la mia salute -aggiunge- e neppure quella di chi lavorava con me e della cittadinanza vista la sospetta presenza del cromo esavalente». Il suo comportamento gli costò caro. Prima fu sospeso per aver lasciato lo scooter nel piazzale dell`inceneritore, ma il tribunale dette ragione a lui. Poi arrivarono gli altri provvedimenti disciplinari per il suo rifiuto di toccare i sacconi con le polveri di risulta. «Fui sospeso la prima volta per due giorni e la seconda per cinque» ricorda Vincenzo. Lui è convinto che quei richiami dell`azienda avevano un fine preciso. Quello di arrivare al licenziamento di un dipendente che non rispettava le direttive aziendali. Per il suo comportamento, Vincenzo Gisonno non ha collezionato solo tredici provvedimenti disciplinari, ma è anche stato trasferito per ben tre volte. «Da tecnico dell`impianto di incenerimento -racconta- mi hanno messo a fare i servizi ausiliari nel piazzale. Poi mi hanno allontanato dall`inceneritore, trasferendomi al servizio di igiene ambientale. E lì sono stato messo a fare niente per sette interminabili mesi». Ora Vincenzo lavora nel centro di raccolta di San Martino. E in questi giorni l`Asco lo ha addirittura promosso, nominandolo coordinatore dei centri di raccolta dell`azienda. Ma il suo conto con l`azienda speciale multiservizi non è ancora chiuso. Perché in tribunale va avanti la causa per mobbing che Vincenzo ha avviato contro l`Asm due anni fa. L`Inail gli ha già riconosciuto il dieci per cento di invalidità e ora l`ultima parola spetta ancora una volta al giudice Fabrizio Riga. I! V rt, 1 Le polveri provenienti dell`incenerimento dei rifiuti che contenevano cromo esavalente, una sostanza cancerogena [.]


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Ultimo aggiornamento ( domenica 31 gennaio 2010 )
 
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