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Oms: l’esposizione ambientale responsabile di quasi un quarto di tutte le malattie PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
mercoledì 27 settembre 2006

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro) www.epicentro.iss.it

Circa il 24% di tutte le malattie nel mondo è dovuto all’esposizione a fattori ambientali. Gran parte di questi rischi, però, potrebbero essere evitati attraverso interventi mirati, come dimostra il nuovo rapporto dell’Oms.

Secondo le stime, più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali. Prevenire l’esposizione a questi fattori di rischio salverebbe circa 4 milioni di vite all’anno solo fra i bambini, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Il rapporto, intitolato “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore: verso una stima del carico di malattia legato all’ambiente”, rappresenta finora il contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti. L’analisi è focalizzata sulle cause ambientali delle malattie e su quanto le diverse patologie possano essere influenzate dall’ambiente. I dati mostrano come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata.

Secondo il rapporto, ogni anno sono più di 13 milioni i decessi per cause ambientali che si potrebbero altrimenti prevenire. Nei Paesi più poveri, quasi una morte su tre è dovuta a fattori ambientali. Più del 40% dei decessi per malaria e circa il 94% di quelle per malattie diarroiche (due dei principali killer nel mondo) potrebbero essere prevenuti con una politica ambientale adeguata.

Le quattro principali malattie influenzate da scarse condizioni ambientali sono diarrea, infezioni del tratto respiratorio inferiore, varie forme di incidenti involontari e malaria. Tra le misure da prendere per ridurre il carico di malattia legato all’ambiente ci sono

  • promozione di metodi sicuri di conservazione dell’acqua nelle case e di misure igieniche
  • uso di carburanti più puliti e sicuri
  • aumento della sicurezza nella costruzione degli edifici
  • utilizzo ragionato di sostanze tossiche a casa e sul posto di lavoro
  • migliore gestione delle risorse idriche.

Questa ricerca, effettuata attraverso la revisione sistematica della letteratura e più di 100 interviste a esperti internazionali, ha valutato l’impatto di fattori ambientali noti su specifiche malattie. Come sottolineato da Maria Neira, direttore del dipartimento di Salute pubblica e ambientale dell’Oms, “questo rapporto mette insieme i migliori dati attualmente disponibili in riguardo a 85 categorie di malattie e incidenti. Da oggi abbiamo a disposizione una lista di problemi da cui partire per sviluppare politiche di prevenzione nel campo salute e ambiente”.

Di seguito sono riportate le malattie maggiormente influenzate dai fattori di rischio ambientale, in termini di decessi, morbilità e disabilità, o Disability Adjusted Life Years (Daly, unità di misura che indica la somma degli anni di vita persi a causa di una morte prematura e degli anni di produttività persi a causa di una disabilità):

  • diarrea: 58 milioni di Daly all’anno, il 94% del carico di malattia per le patologie diarroiche, legate soprattutto ad acque contaminate e scarse condizioni igieniche e sanitarie
  • infezioni delle basse vie respiratorie: 37 milioni di Daly all’anno, il 41% di tutti i casi nel mondo, soprattutto a causa dell’inquinamento dell’aria, al chiuso e all’aperto
  • incidenti involontari diversi da quelli stradali: 21 milioni di Daly all’anno, il 44% di tutti i casi nel mondo, la cui classificazione comprende un’ampia gamma di incidenti in fabbrica e ingenerale sul posto di lavoro
  • malaria: 19 milioni di Daly all’anno, il 42% di tutti i casi nel mondo, soprattutto come risultato di scarse risorse idriche, scarsa igiene nelle case e scarso approvvigionamento dell’acqua
  • incidenti stradali: 15 milioni di Daly all’anno, il 40% di tutti i casi nel mondo, soprattutto come risultato di una pianificazione urbanistica carente, anche per quanto riguarda i trasporti
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattia progressivamente invalidante, caratterizzata da una perdita graduale della funzionalità polmonare: 12 milioni di Daly all’anno, il 42% di tutti i casi nel mondo, soprattutto come risultato di esposizione a polveri e fumi sul posto di lavoro e di altre forme di inquinamento dell’aria, sia all’interno che all’esterno
  • problemi perinatali: 11 milioni di Daly all’anno, 11% di tutti i casi nel mondo.

La maggior parte delle malattie legate a fattori di rischio ambientali sono comunque fra i principali problemi di salute pubblica in generale, per quanto associati a livelli diversi di mortalità. Le malattie che in assoluto presentano la mortalità più elevata legata a fattori di rischio modificabili di natura ambientale sono:

  • 2,6 milioni di morti ogni anno per malattie cardiovascolari
  • 1,7 milioni di morti ogni anno per malattie diarroiche
  • 1,5 milioni di morti ogni anno per infezioni del tratto respiratorio inferiore
  • 1,4 milioni di morti ogni anno per cancro
  • 1,3 milioni di morti ogni anno per broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • 470 mila morti ogni anno per incidenti stradali
  • 400 mila morti ogni anno per incidenti involontari.

Il rapporto mostra che in un modo o nell’altro l’ambiente influenza significativamente più dell’80% di queste malattie principali. Inoltre, sembra contare solo quei rischi ambientali che sono effettivamente modificabili attraverso politiche di intervento adeguate o tecnologie già disponibili. Viene specificato quale quota è prevenibile per ogni patologia.

Per prevenire ogni anno milioni di morti altrimenti evitabili è necessario che settori come quello dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e l’industria collaborino per abbattere il più possibile i rischi per la salute che derivano dall’ambiente di vita.

Scarica l’abstract e la versione completa del rapporto.

Leggi e ascolta l’intervista radiofonica rilasciata dall’Oms.

Guarda il video dell’intervista rilasciata da Maria Neira, direttore del dipartimento di Salute pubblica e ambientale dell’Oms.

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