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Polli alla diossina, esposto alla Procura Generale della Repubblica PDF Stampa E-mail
Scritto da msirca   
sabato 04 luglio 2009
...il Forum Ambientalista Nazionale, assieme ai comitati e a semplici cittadini, si rivolge alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze per chiederle di indagare se nella gestione del grave episodio di contaminazione alimentare siano da ravvisare ipotesi di reato, in particolare omissione e abuso di atti di ufficio, interesse privato in atti pubblici da parte degli organi preposti al controllo..

Polli alla diossina e contaminazione alimentare

Esposto alla Procura Generale della Repubblica

E mentre sulla ben nota vicenda della contaminazione da diossina e PCB, la ASL di Pistoia incassa le critiche di chi, dall’interno (un medico esperto e stimato), l’accusa di aver sottovalutato il problema e di non aver emesso le necessarie ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi, la ASL DI PRATO si nasconde dietro un PENOSO SILENZIO, il Forum Ambientalista Nazionale, assieme ai comitati e a semplici cittadini, si rivolge alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze per chiederle di indagare se nella gestione del grave episodio di contaminazione alimentare siano da ravvisare ipotesi di reato, in particolare omissione e abuso di atti di ufficio, interesse privato in atti pubblici da parte degli organi preposti al controllo, e verifica di reato in concorso di avvelenamento , tenuto conto che la diossina è la sostanza chimica più tossica in assoluto, che persiste nell’ambiente per lunghissimi anni e che arrivando all’uomo proprio attraverso la catena alimentare.

Nell’esposto si chiede anche la chiusura ed il sequestro dei due impianti di incenerimento (Montale e Baciacavallo) che continuano ad immettere nell’ambiente circostante e quindi anche nei cibi, ulteriori quantità di veleni che non possono che accrescere la pesante contaminazione emersa proprio dalle indagini fatta dalle due ASL. Comunque indipendentemente dalla REALE causa della contaminazione, il dato di fatto è che i prodotti sono contaminati, quindi invece di promuovere la Filiera Corta e l’autoconsumo come fa il Comune di Prato è necessario invece di astenersi dal consumare tali prodotti.


Infine per tutelare nell’immediato la salute delle popolazioni chiedono che sia la stessa Procura ad emettere le ordinanze che le ASL non hanno proposto e che i Sindaci non hanno firmato, di sequestro delle derrate alimentari prodotte nelle zone interessate e di divieto di consumo e commercializzazione (vedi azione fatta dal Comune di Maglie) e che i danni subiti dai produttori siano risarciti da chi ha inquinato.


Per memoria ricordiamo che:

La diossina nei polli pratesi si è trovata per puro caso, grazie (si fa per dire) alle indagini sugli alimenti che la ASL di Pistoia, insieme a quella di Prato che le ha seguite per la parte di competenza territoriale, ha fatto per verificare se e quanto l’inceneritore di Montale abbia inquinato gli alimenti: carne, uova, latte ecc,.

Le indagini sono state fatte a seguito delle pressanti richieste di comitati e popolazione, preoccupate per la salute, dopo i ripetuti superamenti dei limiti di emissione (di quasi 7 volte) delle diossine da parte dell’inceneritore di Montale, situazione che si protratta per mesi e ha esposto la popolazione a massicce dosi di cancerogeni certi.

Da queste indagini ( se pur con immenso ritardo) è emerso che le diossine sono fuori legge oltre che nella carne di pollo, anche nella carne di manzo e nelle uova di gallina; della carne di maiale non si sa nulla solo perché non è stata indagata.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, nella relazione che ha accompagnato i dati sui campioni animali, ha riconosciuto che esiste una contaminazione preoccupante che per una quota parte è stata causata dall’inceneritore di Montale ma anche da altre fonti perché uno dei campioni di carne di pollo più inquinati 46,2 ng (contro un limite di legge di 4.0) proviene da un allevamento distante da Montale e fuori area di ricaduta.

Grazie a questo campione gli amministratori pistoiesi, sostenuti da ASL e ARPAT, hanno cercato di assolvere l’inceneritore di Montale trincerandosi nella tesi di un inquinamento pesante si!, ma ubiquitario, quindi non esclusivamente attribuibile all’inceneritore.

Ebbene non si erano accorti che il campione di pollo ad elevatissimo contenuto di diossina di Prato era lontano dall’inceneritore di Montale, ma vicinissimo a quello di Baciacavallo.

L’inceneritore di Baciacavallo non è nuovo a questi colpi di scena, è dal 1999 che periodicamente si fanno indagini epidemiologiche che puntualmente mettono in evidenza un progressivo incremento di rischio, statisticamente significativo, per tumore al polmone (l’unico indagato), al diminuire della distanza dall’inceneritore, nell’area di ricaduta dell’inceneritore si registrano più tumori rispetto alle aree più distanti.

Nonostante questi dati siano noti da oltre dieci anni, e siano puntualmente riconfermati da studi successivi, si continua a gettare “fumo” negli occhi e si dice che ancora c’è da studiare e da approfondire. Nel corso di questi anni si è detto che non era sufficiente aver trovato il cancro (e il suo collegamento con l’inceneritore), perché si doveva trovare anche il killer.

Adesso il killer c’è, sono le diossine (inclusi PCB dioxin-like) trovate in quantità esagerata (46,2 ng contro un limite di legge di 4,0 ) nei campioni di carne di pollo e che con tutta probabilità si trovano anche nel latte, nelle uova, in tutti i nostri cibi e sicuramente anche nelle nostre carni e in quelle dei nostri figli. Siamo un territorio ed una popolazione contaminata.

I Comitati ed i cittadini da tempo esprimono grande preoccupazione non solo per i gravi danni alla salute ma anche per i danni economici e di immagine che i produttori locali e tutta l’economia agroalimentare del territorio subiranno.

Chiedono, da ormai troppo tempo, che la ASL intervenga a far rispettare la legge, c’è un decreto legislativo specifico il n° 158 del 2006 che attua la direttiva europea 2003/74/CE che, in particolare agli articoli 22, 23 e 25 dispone precisi obblighi per le autorità competenti alla vigilanza degli alimenti e per l’incolumità della salute pubblica.

Commenti (1) >> feed
La Piana delle diossine
scritto da Collettivo Liberate gli Orsi, luglio 04, 2009

LA PIANA DELLE DIOSSINE. AZIENDE E AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE IRRESPONSABILI
Che la pianura tra Serravalle pistoiese e Pontassieve e le colline che la delimitano siano pesantemente segnate da varie fonti inquinanti che attaccano la salute umana e l'ambiente, è un fatto risaputo e ormai assodato.
Che una fonte particolarmente nociva e dannosa sia quella legata ai processi di combustione e in particolare alla combustione dei rifiuti attraverso l'incenerimento, è altrettanto certo.
Così come è fuor di dubbio che l'incenerimento di rifiuti urbani, assimilati agli urbani, industriali (ivi compresi i rifiuti ospedalieri) produce emissioni di sostanze dannose e persistenti che restano a lungo nelle matrici ambientali - suolo, acque, vegetazione - e che aumentano la loro concentrazione tossica nella catena alimentare (erba, prodotti agricoli, animali, latte, formaggi fino all'uomo che ne assume le concentrazioni più alte): diossine, furani, sostanze dioxin like, PCB, cadmio, mercurio, cromo, arsenico. In larga parte sostanze cancerogene e "distruttori endocrini”.
Questo inquietante dato di fatto è stato messo in luce anche dai risultati delle analisi sulle matrici ambientali e sugli animali, richieste dal movimento contro gli inceneritori e per"rifiuti zero” della piana Pistoia, Prato, Firenze all'indomani - estate 2007 - dell'ennesimo superamento del limite di emissione per le diossine e la conseguente chiusura temporanea dell'inceneritore di Montale (analisi del 3 maggio, risultati e blocco dell'impianto del 18 luglio !!). In particolare quelle sugli animali dimostrano uno stato di contaminazione allarmante.
In questi ultimi anni sono stati prodotti molti rapporti scientifici sugli effetti dannosi all'epigenoma fetale da parte di metalli pesanti, polveri fini e ultrafini, distruttori endocrini, quali sono appunto le sostanze emesse dagli inceneritori, così come da altri processi di combustione.
"Incenerire i rifiuti è una follia", affermava Lorenzo Tomatis, direttore scientifico di ISDE (International Society of Doctors for Environment) e dello IARC (International Agency of Research on Cancer), A MAGGIOR RAGIONE IN QUANTO TALI IMPIANTI DANNOSI NON SONO PER NIENTE NECESSARI PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI: SE NE PUO'FARE A MENO.
Gli inceneritori di rifiuti producono sostanze mutagene, teratogene, cancerogene che si diffondono con le polveri fini e il particolato ultrafine per centinaia di chilometri. Ciò ha contribuito in modo rilevante all'aumento negli ultimi decenni di malattie degenerative (neurovegetative, neoplastiche, ad esempio) e a una pesante destrutturazione degli ecosistemi e del territorio (inteso come sistema di ecosistemi).
L'emissione di metalli pesanti, agenti tossici, diossine dagli inceneritori – CHE NON SONO NECESSARI, OCCORRE SOTTOLINEARLO NUOVAMENTE - va messa in relazione con l'allarme lanciato da ricercatori della Harvard School of Public Healt, di una diffusa "pandemia silenziosa” che riguarda l'aumento di malattie come autismo, dislessia a carico di circa il 10% dei bambini nati nelle aree industrializzate del Pianeta.
LASCIA PERTANTO ESTERREFATTI LA TERRA BRUCIATA (quando si dice l'incenerimento!) fatta attorno alla denuncia del dott. Michelangiolo Bolognini - già responsabile dell'Ufficio Igiene dell'Usl 3 - circa l'operato della medesima Usl 3 che ha"assolto” con leggerezza l'inceneritore di Montale circa il superamento dei limiti di emissione, sottostimando la nocività delle diossine, e non imponendo, quale misura cautelativa, il divieto di commercializzazione degli alimenti provenienti dalla zona di ricaduta delle emissioni dell'inceneritore, un divieto richiesto opportunamente dallo stresso dott. Bolognini.
E'FRANCAMENTE INACCETTABILE CHE LA DIRIGENZA DELL'USL 3 E I SINDACI DEI COMUNI DELLA PIANA NON TENGANO CONTO DI UN PUNTO DI VISTA ARGOMENTATO COME QUELLO DEL DOTT. BOLOGNINI, IN LINEA CON I RISULTATI DELLE RICERCHE PIU'AVANZATE DELLA MEDICINA E DELLA BIO-CHIMICA, FRUTTO DI UNA ONESTA'INTELLETTUALE E PROFESSIONALE, FORSE TALMENTE INUSUALE DA NON VENIR NEMMENO RICONOSCIUTA E CONSEGUENTEMENTE PRESA IN CONSIDERAZIONE.
I risultati delle analisi ci descrivono una situazione gravissima: su otto campioni di carne di pollo si è registrato un superamento dei limiti fissati dalle norme di 6-10 volte, così come sono stati superati i limiti per le carni bovine e di anatra. Il dott. Bolognini aveva già espresso parere negativo – nel maggio del 2006 - alla richiesta di concessione per l'ampliamento fino a 150 tonnellate/giorno dell'inceneritore del CIS. Anche allora inascoltato.
Cosa intende fare di fronte a questa gravissima situazione sanitaria e ambientale la nuova presidentessa della provincia di Pistoia Fratoni? Anche restando nell'ambito della modernizzazione che Fratoni ha più volte evocato, non si dovrebbe immediatamente invertire la rotta verso la riduzione della produzione dei rifiuti, verso altre politiche per i materiali post produzione e post consumo, verso il riutilizzo e il riciclaggio, adottando sistemi virtuosi di trattamento senza combustione, trattamenti ormai utilizzati anche in Italia come nuova filiera industriale? Che intendono fare i nuovi sindaci di Montale, di Agliana, di Montemurlo, di Prato, di Firenze per tutelare la salute dei loro concittadini, della quale sono responsabili? (e la sindaca di Quarrata?).
Può la voce del dott. Bolognini, che è in sintonia con le più avanzate acquisizioni scientifiche e gestionali, restare inascoltata?
L'inceneritore di Montale e quello di Selvapiana (Pontassieve) - VANNO CHIUSI IMMEDIATAMENTE in ragione dei gravi danni alla salute e al territorio, e agli altissimi costi economici per la collettività. COSI'COME VA BLOCCATO IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE DI CASE PASSERINI: UNA FOLLIA SANITARIA ED ECONOMICA, DI CUI SI PUO'FARE A MENO COME DIMOSTRANO I RISULTATI DI UNA RECENTE INDAGINE TECNICA E LE CONCRETE PROPOSTE DEL MOVIMENTO RIFIUTI ZERO.
Noi da parte nostra continueremo dal basso, insieme a un vasto movimento attivo da anni, la lotta e l'elaborazione di concrete proposte alternative alla follia dell'incenerimento: verso una economia rifiuti zero, per produzioni pulite, per nuova pulita e sicura occupazione locale resa possibile dalla filiera rifiuti zero, al contrario dell'incenerimento che costa molto da un punto di vista economico-finanziario e tantissimo dal punto di vista sanitario (malattie, cure, morti) e occupa pochissimi lavoratori. Per una inversione di rotta verso la costruzione dell'interesse pubblico-collettivo.
L'economia rifiuti zero è una proposta concreta per aumentare l'occupazione, dire no alla combustione dei rifiuti, rilanciare l'economia locale, difendere la salute. La presidentessa della provincia di Pistoia Fratoni ignora tutto questo?
COLLETTIVO LIBERATE GLI ORSI, Pistoia




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