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A Firenze il primo processo penale per smog in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
giovedý 08 maggio 2008

(In una situazione ben conosciuta di particolari "condizioni atmosferiche" che non consentono di far disperdere gli inquinanti diluendo così i veleni nell'aria della Piana FI PO PT, i nostri inquisiti hanno, di fatto, da più di otto anni pervicacemente perseguito l'obiettivo di un aggravio della situazione; obiettivo solo in parte contrastato da comitati e associazioni che si battono contro l'incenerimento dei "rifiuti", ma che vede purtroppo già nascere tutta un'altra serie di impianti con emissioni nocive. Questi impianti o sono inutili o sarebbero efficacemente sostituibili da impianti più sani. Per questi motivi sappiamo che la "difesa" del proprio operato da parte degli amministratori non è credibile. ndrmsirca)

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=9353

...Tenendo presente che sulle autostrade i Comuni non possono intervenire, la difesa ha anche sottolineato come nell'area fiorentina le condizioni atmosferiche aggravino l'inquinamento. Una direttiva europea di quest'anno ha prorogato al 2011 l'obbligo del rispetto dei limiti di emissioni per le zone caratterizzate da determinate condizioni climatiche, a condizione che sia stato dottato il piano per la lotta all'inquinamento, ....

A Firenze il primo processo penale per smog in Italia

Accolta dai giudici la richiesta del Pm. Regione e Comuni rinviati a giudizio. Molte le inchiesta aperte in questi anni in Italia, ma è la prima volta che si arriva al rinvio a giudizio

mercoledì 07 maggio 2008 00:39

Finora solo a Bologna si era arrivati a una sentenza ma del tribunale civile, non penale.
Molte altre inchieste, aperte dalle Procure, si erano chiuse con l'archiviazione, chiesta dagli stessi pm o disposta dal Gup. La differenze non è nella gravità della situazione toscana (anzi), ma nel fatto che stavolta il giudice del rinvio a giudizio ha ritenuto che gli amministratori avessero l'obbligo di raggiungere i risultati e non solo quello di attivarsi.
I pm fiorentini contestano agli amministratori di aver disatteso la normativa europea
che pone un limite ai giorni di superamento del pm 10 e di non aver adottato provvedimenti sufficienti.
Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e il sindaco di Firenze Leonardo Domenici sono stati rinviati a giudizio questo pomeriggio dal gup fiorentino Gaetano Magnelli per l'inchiesta sull'inquinamento atmosferico da Pm10 e biossido di azoto nel territorio del capoluogo toscano a partire dal 2005.
A processo anche i sindaci di Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano, gli assessori all'ambiente di queste amministrazioni e del Comune di Firenze e l'ex assessore regionale all'ambiente, Marino Artusa.
La prima udienza è fissata per il 3 ottobre prossimo. Le accuse sono di getto pericoloso di cose, con riferimento alle emissioni di gas nell'aria e rifiuto di atti d'ufficio.

LE ACCUSE.     Il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e il sostituto Giulio Monferini, titolari delle indagini, contestano agli amministratori di aver disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento di sostanze inquinanti e di non aver adottato provvedimenti e misure per la tutela della salute dei cittadini, nonostante il flusso di dati di rilevamento della qualità dell'aria imponesse con urgenza e senza indugio, per l'accusa, di provvedere. Le difese avevano chiesto il proscioglimento di tutti gli imputati, sostenendo che non ci fu rifiuto di atti, i provvedimenti contro lo smog furono adottati, e la norma penale vincola ad un'azione, non ai risultati.
OBBLIGO DI RISULTATO.    Il giudice ha ritenuto fondata in diritto la tesi dell'accusa, ovvero che la normativa europea imponesse un obbligo di risultato. La discrezionalità delle scelte delle amministrazioni pubbliche riguarda il come raggiungerli. La discrezionalità è stato uno degli argomenti delle difese, in relazione agli interessi da valutare nell'adozione
di provvedimenti: c'è il diritto alla salute ma anche quello al lavoro o alla libertà di circolazione, condizionati questI ultimi dall'unica azione praticabile a livello locale contro lo smog: il blocco totale del traffico.
Tenendo presente che sulle autostrade i Comuni non possono intervenire, la difesa ha anche sottolineato come nell'area fiorentina le condizioni atmosferiche aggravino l'inquinamento. Una direttiva europea di quest'anno ha prorogato al 2011 l'obbligo del rispetto dei limiti di emissioni per le zone caratterizzate da determinate condizioni climatiche, a condizione che sia stato dottato il piano per la lotta all'inquinamento, cosa fatta dalla Toscana con gli accordi programma.
LE TESI DIFENSIVE.     E' stato anche ricordato che dal 1994 la Toscana ha adottato provvedimenti contro l'inquinamento e che nella lotta allo smog ha investito 22 milioni di euro. Per gli avvocati della difesa quindi, nessuna inerzia delle amministrazioni: tanti sono stati i provvedimenti adottati e i valori degli inquinanti sono in calo. Secondo l'accusa però si è trattato di una lotta con atti «palliativi» e iniziative «folcloristiche». L'impressione
è che tra gli interessi in gioco, sia prevalso quello economico. E non è vero che certi obiettivi fossero «chimere irrangiungibili». Per l'accusa, la
Regione non si è adeguata adottando il piano d'azione e i Comuni hanno fatto accordi programmatici senza alcun obbligo.

Smog, Domenici e Martini a giudizio - da Il Corriere della Sera del 06.05.2008

"Non hanno ridotto le polveri fini" A giudizio Martini, Domenici e altri 12 amministratori - da La Repubblica del 07.05.2008

I precedenti. La stessa accusa a Formigoni fu archiviata - da La Repubblica del 07.05.2008


"Accusa infondata noi abbiamo agito" - da La Repubblica del 07.05.2008

Commenti (4) >> feed
la ciminiera dell'inceneritore di Sesto
scritto da Cirano, maggio 08, 2008

Avevo letto da qualche parte la notizia che la ciminiera dell'inceneritore di Sesto, per avere la possibilità di superare l'inversione termica, dovrebbe essere alta più di 300 metri, qui sul sito non ho trovato traccia, vi risulta una cosa del genere? Se qualcuno reperisce ques notizia, può segnalarla per favore?

mariangela
scritto da msirca, maggio 09, 2008

mi chiedono quali siano gli impianti inutili e nocivi in costruzione, vi prego di fare caso a quanto è programmato per l'area di Testi, vedi su questo sito l'elaborato pps:
http://www.noinceneritori.org/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=23&dir=DESC&order=name&Itemid=28&limit=5&limitstart=5, vi prego di pensare al "cogeneratore" che sta per essere costruito a Calenzano a ridosso dei depositi AGIP, per bruciare quantità di biomasse che non sono reperibili in zona e per "teleriscaldare" qualche migliaio di utenze distanti 4 Km (più o meno), non si sa se di nuova costruzione o se ci potranno essere migliaia di utenti che buttano all'aria la propria abitazione o negozio per adattarsi alla proposta nuova linea che trasporta aria calda dal cogeneratore. Tutto questo per approfittare ancora una volta dei nostri soldi estorti con la bolletta ENEL perchè destinati in teoria alla produzione di energia da fonti rinnovavili (vere)ma in pratica regalati a impianti altamente pericolosi e inquinanti. Gli esempi sono molto numerosi, purtroppo...

stiamo lavorando per il granduca
scritto da ***, maggio 09, 2008

Come dire che inconsapevolmente lottando contro l'inquinamento stiamo lavorando per fare assolvere sindaci e granduca?

msirca
scritto da msirca, maggio 09, 2008

(a proposito di Calenzano...)
COMITATO DI COORDINAMENTO CONTRO IL POLO ESTRATTIVO DI CALENZANO

COMUNICATO STAMPA - Calenzano, 7 maggio 2008.

["Chiacchere e distintivo! Solo chiacchere e distintivo".
Robert De Niro nel film "Gli intoccabili"
di Brian De Palma -Usa, 2005-]


INQUINAMENTO: SECONDO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE "UN FENOMENO SANITARIO E AMBIENTALE DRAMMATICO". DUNQUE C'E' DEL MARCIO NELL'ARIA DELLA PIANA FIORENTINA ...

I quotidiani locali riportano oggi la notizia del rinvio a giudizio del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini (PD), dell'ex Assessore regionale all'ambiente Marino Artusa (Verdi), del Sindaco di Firenze Leonardo Domenici (PD), dell'Assessore all'ambiente del Comune di Firenze Claudio Del Lungo (Verdi), nonché dei Sindaci e degli Assessori all'ambiente dei Comuni di Calenzano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Scandicci e Signa.

L'accusa formulata dalla Procura della Repubblica di Firenze e accolta ieri dal Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP) è di non aver preso provvedimenti sufficienti per ridurre l'inquinamento atmosferico. In termini legali: rifiuto di atti d'ufficio e getto pericoloso di cose.
A questo punto sarà il processo, che inizierà il 3 ottobre prossimo, a stabilire se i 14 amministratori hanno commesso dei reati oppure no, e quindi ci asteniamo da ogni valutazione di carattere giuridico.
Invece alcune considerazioni di ordine politico si impongono sin da ora.
Da quanto riportato dai giornali emerge infatti una situazione che noi, come molti altri comitati, abbiamo denunciato ormai da anni: la pessima "qualità" dell'aria nella Piana fiorentina. L'indagine della Procura del capoluogo toscano si è infatti basata su dati difficilmente smentibili, che nell'udienza di ieri in Tribunale hanno fatto dire al Pubblico Ministero Giulio Monferini che ci troviamo di fronte ad "un fenomeno sanitario e ambientale drammatico".

E' da qui che occorre partire, anche nel caso in cui i 14 amministratori non abbiano commesso alcun reato, cosa che noi ci auguriamo.
Ma quando abbiamo cercato di far presente questa situazione, tra l'altro organizzando un'assemblea pubblica il 20 settembre 2006 (intitolata "Questa non è aria!"), subito i nostri amministratori ci hanno invitato a "non fare allarmismo", dicendo che "la situazione sta migliorando", "i dati non vanno letti in quel modo", "l'inquinamento non è così grave", "l'amministrazione comunale sta lavorando". Insomma, il solito repertorio di frasi fritte e rifritte. Mentre i fatti, quelli veri, non si volevano vedere. Il bello (o il brutto, secondo i punti di vista) è che poche settimane dopo queste "assicurazioni" i giornali locali davano la notizia della chiusura dell'indagine della Procura della Repubblica e della richiesta di rinvio a giudizio per i 14 amministratori, che infine è stata decisa ieri dal GUP.
Questo rinvio a giudizio, al di là - lo ripetiamo - dell'aspetto penale, dovrebbe far riflettere in particolare i cittadini di Calenzano, dove ci sono varie vicende che con l'inquinamento hanno qualcosa a che fare.

Ci riferiamo in primo luogo al raddoppio dell'autostrada Firenze - Bologna, una mega-opera che prevede:

· 17 km. e mezzo di nuova autostrada, che verrà costruita a fianco dell'attuale;

· oltre 44 ettari di terreni espropriati a privati cittadini e aziende per far posto alla nuova autostrada;

· due cantieri principali di circa 20.000 mq. ciascuno con impianti di frantumazione e di betonaggio per lavorare il pietrisco e produrre il calcestruzzo necessario per i lavori;

· 25 cantieri secondari disseminati lungo il nuovo tracciato dell'A1, alcuni dei quali in area urbana;

· due campi base di circa 12.000 mq. ciascuno per ospitare i lavoratori impegnati nei cantieri;

· 22 nuove strade di cantiere da costruire, sulle quali transiteranno i mezzi diretti ai cantieri, oltre che, in parte, sulla viabilità esistente;

· 11 gallerie, di cui la più lunga di 1.988 metri;

· 10 viadotti, di cui il più lungo di 543 metri;

· 2.560.000 mc. di materiale da smaltire (il cosiddetto"smarino"), parte nella cava di Pizzidimonte (397.000 mc.) e parte nell'area di "Bellosguardo" nei pressi del Cornocchio (2.163.000 mc.);

· da un minimo di 290 ad un massimo di 400 camion al giorno, solo per smaltire lo "smarino";

· una nuova area di servizio di circa 20 ettari al confine tra Calenzano e Barberino del Mugello.

Di fronte a questa pesante cantierizzazione, che durerà come minimo 5 anni, l'Amministrazione Comunale ha teso a tranquillizzare la popolazione, da un lato con la prospettiva di "compensazioni" e "mitigazioni", dall'altro con la minimizzazione degli impatti ambientali. Emblematici il titolo di un settimanale locale del 28 luglio 2006 ("Terza corsia? Non preoccupatevi") e del periodico dell'Amministrazione "Per Quale Comune" del giugno 2006 ("Terza corsia A1: da problema a opportunità per il territorio").

Invece quando uscì la notizia dell'inchiesta il Sindaco di Calenzano commentò: "Cosa devo fare? La nostra fonte maggiore di polveri è l'autostrada, devo forse chiudere l'A1 che fra poco aumenterà le corsie e quindi anche i veicoli?".

Dal che si ricava che questa benedetta autostrada recita molti ruoli in commedia e a seconda delle convenienze si trasforma, come un moderno Fregoli, da "opportunità" a responsabile prima dell'inquinamento.

L'altra vicenda che vogliamo ricordare è quella della "Diddi & Gori", una ditta di Calenzano che produce prodotti tessili per il settore calzaturiero, nonché una discreta quantità di cattivi odori (volgarmente detti "puzza"), trasferita nel 2000 a ridosso del centro cittadino grazie ad una variante al PRG approvata nel 1998 tra le proteste dei cittadini e infarcita con le solite solenni promesse, tutte puntualmente disattese.

Tra queste la clausola che imponeva alla "Diddi & Gori" di non produrre "emissioni nauseabonde" (la "puzza"), pena l'avvio di un "procedimento di incompatibilità urbanistica", cioè l'obbligo di andarsene. Ebbene, il Comune ci ha messo ben sette anni per iniziare, nel giugno 2007, questo procedimento (che la ditta ha subito impugnato davanti al TAR), nonostante che a Calenzano il problema della "puzza" fosse noto a tutti e da anni. Intanto, per non farci mancare niente, si è scoperto che la "Diddi & Gori", non sappiamo per quanto tempo, ha immesso nell'aria ben 64 sostanze non autorizzate.

L'altra condizione posta per il trasferimento era il mantenimento dell'occupazione. E infatti la ditta nel febbraio scorso ha annunciato la chiusura e il licenziamento di tutti gli operai.

Dunque un fallimento completo, da ogni punto di vista: sociale, ambientale e politico.

Un fallimento di cui gli amministratori, se questo fosse un Paese minimamente serio, dovrebbero rispondere anche di fronte ai cittadini e non solo di fronte al Tribunale.

Perché in buona sostanza dai dati dell'inchiesta emerge non solo un'accusa giuridica, ma anche politica: aver gettato fumo negli occhi della gente con iniziative spettacolari (lo sviluppo sostenibile, la bioedilizia, le domeniche ecologiche, i programmi di risanamento, i milioni di euro spesi) e non aver fatto molto di concreto per limitare l'inquinamento dell'aria: appunto, di essere solo "chiacchere e distintivo".



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Ultimo aggiornamento ( venerdý 09 maggio 2008 )
 
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