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A Brescia: diossina nel latte della Centrale (2) PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedý 18 dicembre 2007

(la diossina in quantità superiore allo ZERO è sempre micidiale, informatevi! ndr)

"Ringraziamo la legge, che ci permette di bere un po’ di diossina con il latte e di mangiarla con gli ortaggi, le carni e il pesce, ma non troppa. Un po’ di veleno va bene, ma a patto di non esagerare..."

Diossina, è la punta dell'iceberg 

 

martedì 18 dicembre 2007 

 

La parola d’ordine è, come al solito in questi casi, quella di minimizzare, tranquillizzare e gettare acqua sul fuoco. Le autorità non vogliono che i cittadini di Brescia si spaventino e smettano di comprare frutta, verdura e latte dalle aziende agricole che circondano il centro urbano. Non vogliono neppure che smettano di acquistare fiduciosi i prodotti della Centrale del latte, azienda controllata dal municipio che, dopo alcune costose scelte di marketing degli anni passati (la linea di negozi, l’impianto per il latte microfiltrato, eccetera), non può certo permettersi di perdere il feeling con i consumatori della città in cui gioca in casa.

Ma guardiamo i dati ufficiali che filtrano dalla comprensibile cortina di riserbo che copre in parte questa vicenda. Tre aziende agricole, tra cui la mitica Pastori di viale Bornata (le altre due sono a Flero e al villaggio Violino), si sono viste respingere il latte dalla Centrale per eccesso di diossine e dal 7 dicembre (visto che le incolpevoli 150 vacche coinvolte vanno comunque munte ogni giorno) portano il prezioso liquido alla distruzione (leggi la notizia). Altre sette aziende agricole dell’hinterland Sud tra San Zeno e Roncadelle sono sotto stretta osservazione, perché nel loro latte s’è trovata diossina, anche se non in quantità vietate dalla legge.

Ringraziamo la legge, che ci permette di bere un po’ di diossina con il latte e di mangiarla con gli ortaggi, le carni e il pesce, ma non troppa. Un po’ di veleno va bene, ma a patto di non esagerare.

Il limite alla presenza di pcb e diossine nel latte è fissato in 6 picogrammi (miliardesimi di milligrammo) per millilitro, mentre quello trovato nel prodotto sequestrato era tra i 6,2 e i 6,5 picogrammi per millilitro.

Intanto, altro dato ufficiale, della vicenda è stata informata la Procura della Repubblica di Brescia, e l’Asl sta compiendo analisi anche sullo yogurt e il mascarpone prodotti con il latte della Centrale cittadina. Si aspetta giovedì, quando dall’Istituto zooprofilattico arriveranno i risultati di analisi più approfondite.

Ma c’è davvero bisogno di aspettare giovedì per sapere quello che è sotto gli occhi di tutti? La diossina si forma in ogni combustione in cui è presente anche cloro (per esempio bruciare la plastica, fondere metalli con vernici e così via) ed è una sostanza molto stabile: ci vogliono decine di anni perchè scompaia dai terreni contaminati. Nel tessuto adiposo della gente, poi, rimane per sempre. Dalle ciminiere passa al terreno, da qui all’erba, dal foraggio al grasso delle mucche e al loro latte, dagli animali arriva all’uomo.

La sua caratteristica peggiore è che ad ogni passaggio della catena alimentare si concentra sempre di più. La diossina, riconosciuta come elemento cancerogeno dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro, è quindi intorno e dentro di noi. Perfino, come è provato, nel latte materno.

Guardiamoci attorno, lasciando pure perdere l’area a sud della Caffaro dove il Pcb scorre letteralmente a fiumi, e contiamo le decine di ciminiere che circondano Brescia. Dispiace per gli incolpevoli allevatori dell’hinterland, dispiace per i bilanci della Centrale del latte, ma non c’è bisogno di aspettare altre analisi per capire che evidentemente esiste un enorme problema di qualità dell’approvvigionamento, dovuto alla degenerazione dell’ambiente della nostra città assediata dai veleni.

Che cosa fare allora? Poco, ma qualcosa è possibile: prima di tutto aumentare i controlli. Essendo Brescia evidentemente una zona a rischio, siamo in piena emergenza ambientale. L’Arpa, l’azienda regionale alla quale sono demandate le verifiche, dovrebbe incrementare il numero delle centraline di monitoraggio ed effettuare controlli a sorpresa. Stesso discorso per gli alimenti da parte dell'Asl.

E poi bisogna usare tutti gli strumenti previsti dalla legge per reprimere e colpire gli inquinatori. Anche quando sono in gioco i posti di lavoro, perché la salute pubblica deve venire prima di tutto.

http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/3988/1/

Commenti (1) >> feed
e nel resto d'Italia?
scritto da AmbienteFuturo, dicembre 19, 2007

AMBIENTEFUTURO NEWS 19 DICEMBRE 07: DIOSSINA NEL LATTE DI BRESCIA…E NEL RESTO D’ITALIA?

NOTIZIA GRAVE E CLAMOROSA DA BRESCIA: IL LATTE E’ INQUINATO DA DIOSSINA
Il 16 dicembre analisi della centrale del latte hanno fatto riscontrare livelli di diossina e di pcb nel latte vaccino pronto per la commercializzazione ben oltre i livelli di legge (6,5 picogrammi contro 6 picogrammi litro; il picogrammo è un miliardesimo di milligrammo). 3 aziende sono state chiuse e varie altre sono sotto controllo visto che la diossina nel latte non ha sforato MA APPARE MOLTO PROSSIMA alla soglia di legge. E QUESTO A PRESCINDERE DALLA “ARTIFICIOSITA’” DA ATTRIBUIRE ALLE “SALVAGUARDIE SANITARIE” MISURATE ATTRAVERSO LE “SOGLIE CONSENTITE” DI DIOSSINE E PCB (classificati tra i “protagonisti” della “sporca dozzina” costituita dagli INQUINANTI ORGANICI PERSISTENTI –POP- messi al bando con la CONVENZIONE DI STOCCOLMA DEL 2000 ma come si vede UBIQUITARI E INSERITI NELLA BASE DELLA CATENA ALIMENTARE) che NON TUTELANO ALCUNCHE’ (“ogni dose di diossina è un’overdose”). Il tutto in un quadro in cui il “caso di Brescia” viene spesso descritto da certa stampa “compiacente” quale modello della “gestione integrata”dei rifiuti basata sulla “termovalorizzazione” operata dal mega-inceneritore. Ancora si dirà che “non è dimostrabile” quale sia la fonte di tale bioaccumulo di sostanze gravemente cancerogene in un alimento basilare come il latte MA E’ UN FATTO CHE BRESCIA (e non solo Brescia) CHIEDONO A GRAN VOCE CHIAREZZA SULLA NECESSITA’ DI ATTIVARE POLITICHE DI “BONIFICA” DEL TERRITORIO CHE LA PRESENZA DI UNA FONTE CERTA DI RILEVANTE EMISSIONE DI DIOSSINA E PCB NON AIUTANO CERTO A MARCIARE.

Ma il “caso” di Brescia apre ad ALTRE IMPELLENTI DOMANDE:

IN ITALIA MANCA UNA MAPPATURA DELLA PRESENZA DI DIOSSINA NON SOLO NEL LATTE VACCINO MA NELLA PIU’ ESTESA CATENA ALIMENTARE ED IN PARTICOLARE NELLE CARNI BOVINE (ed in subordine in quelle suine) COSI’ COME MANCA UN’INDAGINE SCIENTIFICA SULLA PRESENZA DI DIOSSINA-SIMILI NEL LATTE MATERNO. In questo quadro di VERA E PROPRIA ASSENZA DI STUDI SISTEMATICI ( e quindi di assoluta mancanza di applicazione del “principio di precauzione”) NON SOLO SI CONSENTE IL FUNZIONAMENTO DI VECCHI E NUOVI INCENERITORI MA ADDIRITTURA SE NE VOGLIONO COSTRUIRE DI NUOVI (a volte camuffati anche da “centrali a biomasse”) SENZA UN PREVENTIVO LAVORO DI SERIA E CREDIBILE INDAGINE SCIENTIFICA.
Dire come hanno avuto il “coraggio” di dire il dottor VIVIANO e il dottor COMBA dell’Istituto Superiore di Sanità in un recente incontro pubblico a Campi Bisenzio in cui SONO VENUTI PER SOSTENERE LE RAGIONI A FAVORE DEL SI’ ALL’INCENERITORE CHE I “NUOVI INCENERITORI” NON METTEREBBERO A RISCHIO LA SALUTE SIGNIFICA RIDURRE IL RUOLO DI COLORO CHE DOVREBBERO TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA (e per cui sono profumatamente pagati da noi cittadini) A “CORTIGIANI” DEI POTERI POLITICI ED ECONOMICI. Questi signori DEVONO DIRCI QUANTA DIOSSINA C’E’ OGGI NEL LATTE VACCINO E NEL LATTE MATERNO! E QUESTE INDAGINI DEVONO PARTIRE DALLE ZONE INTERESSATE DALLE MAGGIORI FONTI RESPONSABILI DELLA EMISSIONE DI QUESTO INQUINANTE RITENUTO DALL’ENTE DI PROTEZIONE DEGLI STATI UNITI “ IL PIU’ PERICOLOSO MAI CONOSCIUTO”(dottoressa Birnbaum, direttrice dell’EPA, ’94) E CIOE’ DALLE AREE DOVE SI TROVANO O SI TROVAVANO NEL PASSATO GLI INCENERITORI.
Senza questa indagine PREVENTIVA IL “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE” VIENE DOLOSAMENTE DISATTESO VIOLANDO I SACROSANTI DIRITTI DEI CITTADINI E SOPRATTUTTO DELLE FUTURE GENERAZIONI. Questa richiesta di IMMEDIATA CHIAREZZA DEVE COINVOLGERE PARLAMENTO E GOVERNO BEN AL DI LA’ DEL PUR GRAVE FATTO DI BRESCIA. In questo quadro ASSUME ANCORA PIU’ SIGNIFICATO LA “TAPPA” CHE IL PROFESSOR PAUL CONNETT (che nella sua attività universitaria ha studiato a fondo la “biochimica” delle diossine) FARA’ PROPRIO A BRESCIA IL 26 GENNAIO. In questo appuntamento, che ricordiamo, è organizzato dagli “amici di Beppe Grillo” proprio di Brescia in collaborazione con la RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO SARA’ POSSIBILE DARE INCISIVITA’ ALLE DOMANDE DI CUI SOPRA.

LA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO PRESENTA LE OSSERVAZIONI AL PIANO REGIONALE RIFIUTI DELLA REGIONE CAMPANIA.
Nonostante i tempi ristrettissimi per presentare “osservazioni” la Rete Nazionale Rifiuti Zero è riuscita a consegnare in tempo utile (la scadenza era il 15/12) rilievi di merito e di metodo ad una bozza di piano che appare in forte continuità con gli errori del passato basati proprio sulla “centralità” degli inceneritori e dei cosiddetti impianti per il CDR. Le osservazioni avanzate (consultabili su http://ambientefuturo.interfree.it ) delineano un approccio alternativo che confrontandosi anche con l’aspetto quantitativo dei “flussi” di rifiuto tracciano uno scenario avanzato e partecipato basato su “buone pratiche” di Riduzione-Riuso e di Raccolte Differenziate “porta a porta”. Inoltre a dispetto della bozza di piano che fa intravedere una “lenta” partenza delle RD proprio dalle zone del “comprensorio napoletano e soprattutto della città di Napoli) la Rete Nazionale Rifiuti Zero chiede l’immediata partenza del “porta a porta” proprio a partire dal Comune di Napoli che non può pretendere di trattare i Comuni contermini come quello di ACERRA alla stregua di della propria “toilet” bruciandoci i rifiuti nell’enorme inceneritore nemmeno sottoposto ad una Valutazione di Impatto Ambientale o realizzando enorme discariche per il rifiuto tal quale o per le famigerate “ecoballe”(ora in buona parte stoccate nel Comune di Giugliano).

QUASI A PUNTO IL NUOVO TOUR DI CONNETT.
Sono quasi tutte a punto le nuove e numerose tappe che il professor Connett svolgerà per supportare le battaglie della Rete Nazionale Rifiuti Zero e dei Comitati Locali. Appena dopo l’arrivo previsto per il 16 gennaio Connett sarà il 16 stesso a Roma, il 17 a Jesi, il 18 a Sassoferrato nelle Marche, il 24 sarà a Biella, il 25 sarà a Milano, il 26 a Brescia eppoi sarà in Friuli- Venezia Giulia con tappe a Pordenone a partire dal 27e a seguire con tappe(ancora da confermare) ad Udine e Trieste(è la prima volta che Connett si reca nel Friuli-Venezia Giulia). Il tour finirà in Sicilia dove sono previste tappe a Taormina e Siracusa (qui ancora da confermare). Come sempre l’organizzazione complessiva del tour e a carico di AMBIENTE E FUTURO in collaborazione con le realtà locali.

Ricordiamo che le “slides” di Connett (tradotte in italiano) sono disponibili su http://ambientefuturo.interfree.it

IMPORTANTI APPUNTAMENTI DI MOBILITAZIONE A ROMA E IN CALABRIA.
Venerdi 22, nell’anniversario dello sconfitto progetto di una centrale a carbone a Gioia Tauro il Movimento per la Difesa del Territorio (MDT) organizza una grande manifestazione regionale che proseguirà nel pomeriggio con una assemblea in contrada Bosco dove si trova l’inceneritore che le “autorità” vogliono raddoppiare.

Sempre in Calabria ma questa volta a Crotone (nella stessa giornata) manifestazione contro la discarica con concentramento in piazza Ezio Scida alle ore 9.
Tale iniziativa si pone anche a sostegno della GIORNATA DI MOBILITAZIONE PROCLAMATA NELLA PIANA DI GIOIA TAURO.

Per il 16 gennaio, alle ore 16, di fronte all’ingresso della discarica di Malagrotta manifestazione per la chiusura di questo sito e per bloccare la costruzione del gassificatore. La Rete Regionale Rifiuti del Lazio partecipa insieme a molti Comitati cittadini a questo appuntamento.

La Rete Nazionale Rifiuti Zero aderisce a tutti questi appuntamenti.


Di nuovo a tutti BUONE FESTE E AUGURI DI TANTE INIZIATIVE DI LOTTA

Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi




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