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Il referendum a Campi è un controsenso? PDF Stampa E-mail
Scritto da msirca   
venerdì 20 aprile 2007
Andrea Barducci è colui che quando era sindaco di Sesto Fiorentino ha fatto grazioso dono del territorio di tutti i sestesi alle amministrazioni dell'ATO 6 perché vi costruissero un inceneritore; il percorso della decisione avvenne nel più totale segreto e l'annuncio fu dato dai quattro sindaci della Piana ai giornali. Abbiamo poi saputo dal suo mentore diventato a sua volta sindaco di Sesto Fiorentino, che il nostro territorio ha la vocazione agli impianti di questo tipo, è abituato insomma alle nocività, perciò, dove trovare un posto più adatto?
Scontato che "i Ds non abbiamo che da riconfermare il nostro sostegno al piano provinciale dei rifiuti".
Il coinvolgimento nell'iter e nelle decisioni dovuto ai cittadini impattati dalle conseguenze di questi impianti nocivi, sottoscritto in accordi nazionali e internazionali sono lettera morta; del resto, la Provincia non ha scritto il "Piano provinciale per la gestione dei rifiuti" dedicando le prime righe a raccomandare la tattica per tenere lontani i cittadini e gestire il dissenso?
Barducci (Ds):
«Il referendum sull´inceneritore a Campi è un controsenso»
da: greenreport
Barducci (Ds):
«Il referendum sull´inceneritore a Campi è un controsenso»
Il referendum sull’inceneritore di Case Passerini (nel comune di Sesto Fiorentino) ha incassato il sì di tutti i partiti del comune di Campi Bisenzio. Centrosinistra e centrodestra si sono quindi trovati d’accordo sulla legittimità di far esprimere i cittadini su un argomento particolarmente delicato, che interessa in realtà per lo meno tutta la Provincia di Firenze. Un esito forse un po’ a sorpresa, soprattutto analizzando la lunga genesi della decisione che ha portato dopo molti anni a trovare l’accordo per la costruzione dell’impianto. Andrea Barducci, vicepresidente della Provincia di Firenze con delega a Infrastrutture e sviluppo, neo segretario metropolitano dei Ds, riconosce «il massimo rispetto per le indicazione e le posizioni dei partiti tra cui ci sono anche i Ds» ma subito dopo riafferma con forza che «per quanto riguarda i Ds non abbiamo che da riconfermare il nostro sostegno al piano provinciale dei rifiuti». Ciò significa quindi che i Ds chiederanno di votare a favore dell’impianto? «Non ho detto proprio questo, anche perché tutto dipende da come sarà esattamente formulato il quesito, che probabilmente verterà su aspetti specifici. Sul quesito ovviamente sarà chiamata a prendere una posizione l’organizzazione territorialmente competente, che quindi se ne assumerà in autonomia e responsabilità la posizione. Per il resto ripeto quello che ho detto anche al congresso metropolitano: i Ds sostengono il piano provinciale». Qual è la sua idea personale su questa ipotesi di referendum? «Mi permetto solo di rilevare che trovo piuttosto curioso che si faccia un referendum a Campi su un impianto che insiste sul territorio di un altro comune». Che valore potrà avere l’esito di questo referendum? «Non lo so che valore avrà perché farlo su un’opera da realizzare in un altro comune è già oggettivamente un controsenso. Naturalmente conteranno diversi fattori, a partire dal grado di partecipazione dei cittadini, la cui espressione ha comunque un’importanza in sé che non potrà essere ignorata del tutto, altrimenti si tratterebbe solo di una perdita di tempo oltre che di una presa in giro. La politica sarà chiamata a valutare l’esito fino in fondo e poi ad assumersi la responsabilità di una scelta, che seppure non cogente dovrà almeno essere capace di aggiornarsi secondo al volontà espressa nella consultazione».
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 20 aprile 2007 )
 
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