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Qualita' dell'aria: le diossine nell'aria parigina PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca   
giovedì 10 agosto 2006

torreeiffelL'AIRPARIF ha pubblicato nei giorni scorsi il resoconto del monitoraggio svolto nell'interland parigino sulla qualità dell'aria, in particolare sulle diossine.
Dopo l'incidente di Seveso l'attenzione su questo inquinante è notevolmente aumentata:dal 1997 in Francia è iniziata una campagna di monitoraggio per lo studio delle diossine. Sono state istallate 4 centraline di monitoraggio per rilevarle nell'ambiente di Parigi.
Le diossine si formano nel corso dei processi di combustione; rilevamenti hanno accertato che le diossine sono molteplici, oltre un centinaio quelle similari la cui tossicità varia da tipo a tipo.
Le diossine sono composti organici clorurati prodotti da inceneritori, impianti di combustione industriali e di riscaldamento, industrie metallurgiche, fornaci e camini, stabilimenti per il candeggio della carta, stabilimenti per la produzione di erbicidi e pesticidi (come quello dell'incidente di Seveso nel 1976).
Dopo essere state immesse nell'aria dalle emissioni industriali le diossine finiscono inevitabilmente nella catena alimentare, accumulandosi nei tessuti adiposi, dove restano anche per parecchi anni. Nell'uomo la dose corporea si accumula nel tempo, fino a diventare un rischio per la salute (la dose corporea si dimezza solo se l'esposizione si annulla). Rischi che possono essere calcolati difficilmente nella gente comune ad esclusione dei lavoratori direttamente esposti a dosi elevate. È difficile infatti verificarne un ambito di sicurezza perché non esiste un valore assoluto ammissibile di diossina se non in dose cumulativa. Varie ricerche hanno comunque dimostrato che le diossine sono cancerogene per l'uomo, possono provocare in particolare leucemie.
La loro concentrazione si esprime in picogrammi (un picogrammo equivale ad un miliardesimo di milligrammo) per metro cubo: varia a seconda della loro tossicità.
Dalla campagna svolta in Francia sull'agglomerato parigino è risultato che la fonte maggiore di produzione di diossine sono gli inceneritori (56%), seguiti dalle aziende metallurgiche e dalle combustioni domestiche. (rsg)

Fonte: ARPAT
Arpatnews n° 144-2005 Lunedì 29 Agosto 2005     Documento originale in francese AIRPARIF

Commenti (1) >> feed
...
scritto da Skinbones, settembre 07, 2006

Non avete evidenziato due aspetti dello studio francese.

Se è vero che gli inceneritori producono il 57% della diossina, la diossina emessa nel 2001, 255 g ITEQ/anno, è pari ad un quarto di quella emessa nel 1995, 1090 g ITEQ/anno.

E, correttamente, a pag.11 lo studio ammette che la correlazione tra diossina e linfomi non Hodgkin è stata solo ipotizzata, ma non dimostrata.

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Ultimo aggiornamento ( lunedì 31 marzo 2008 )
 
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