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Il parlamento europeo discute di micropolveri PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio   
venerdì 06 ottobre 2006
logoepeAmbiente - 27-09-2006 - 18:49

Il parlamento europeo  discute di micropolveri e conferma:
più sono piccole più sono pericolose.

Particelle sospese nell'atmosfera: quale rischio corriamo?
Più di un'evidenza conferma come una delle cause dei decessi prematuri in Europa sia da imputare all'aria che respiriamo quotidianamente. I deputati hanno già affrontato il tema quest'anno, dibattendo di emissioni di anidride carbonica e dei gas fluorurati. Ora, puntano il dito sulle quantità di particelle presenti nell'atmosfera, approvando due relazioni.
Le particelle sottili presenti naturalmente nell'ambiente, siano esse solide o liquide, provengono in origine dal fuoco delle foreste, dall'attività vulcanica, dalle polveri spostate dai venti, dai pollini, dalle piante, da parti di insetti e da spruzzi del mare. Anche gli stessi esseri umani contribuiscono all'emissione di queste particelle. Bruciando ad esempio carburanti, o con l'attività industriale, l'incenerimento dei rifiuti o il traffico, producono polveri nocive - alcune delle quali sotto forma gassosa - che contengono metalli pesanti, carbonio, nitrati e solfati.
 
L'unico modo in cui possono penetrare nel corpo umano è attraverso le vie respiratorie.
 
Cosa sono le PM?
 
La comunità scientifica designa queste particelle con le iniziali PM, dal termine inglese "particulate matters", classificandole secondo la loro grandezza: le PM10 hanno un diametro aerodinamico inferiore a 10 micron, le PM 2,5 uno inferiore a 2,5 micron e quelle di PM 1, inferiore a 1 micron. Più le particelle sono piccole, maggiore è il rischio per la salute. Mentre, infatti, le particelle più grandi riescono spesso ad essere filtrate dal naso e dalla gola, quelle più piccole (PM10) possono sostare nei bronchi e nei polmoni, causando tosse e starnuti. Quelle più piccole (inferiori a PM 2,5) possono entrare nei polmoni e anche nel sangue, causando problemi di vario genere alla salute. Gli studi confermano la loro responsabilità per patologie quali l'asma, le allergie, gli attacchi cardiaci e i decessi prematuri.
 
Chi corre più rischi?
 
Secondo il report del gruppo di lavoro dell'Organizzazione mondiale della salute (OMS), "il rischio di prolungate esposizioni ad un'atmosfera carica di queste particelle sospese, può provocare una riduzione significativa dell'aspettativa di vita, malattie cardiovascolari e cancro ai polmoni."
 
I livelli di PM10 sono regolarmente controllati in Europa, mentre le particelle PM2,5 sono più difficili da rilevare. La più alta concentrazione di PM10 in Europa si registra generalmente nelle zone urbane e in quelle altamente industriali, in particolare in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia del Nord, Germania e nell'Europa centrale. Dato il loro peso leggero, le particelle possono essere facilmente trasportate dal vento, contaminando aree non interessate dal fenomeno.
 
 
Alto il prezzo che l'Europa paga, i deputati si interrogano
 
L'attuale legislazione in vigore nell'Unione europea, ha già regolamentato sostanze come il diossido di zolfo, il piombo, l'ozono o le particelle PM10 presenti nell'atmosfera. Il Parlamento europeo ha adottato negli anni passati direttive per migliorare la qualità dell'aria, ma ancora molto resta da fare in questo senso.
 
La relazione del deputato tedesco Holger Krahmer (gruppo dell'alleanza dei democratici e dei liberali), sulla direttiva per il futuro della qualità dell'aria in Europa, si prefigge una limitazione ambiziosa delle particelle sottili (PM2,5), perchè "il livello elevato dell'inquinamento atmosferico, in particolar modo nelle regioni densamente popolate, è in parte causa di molte malattie che colpiscono le vie respiratorie, conseguenze incluse".  
 
L'altra relazione, del deputato olandese Dorette Corbey (gruppo socialista), su una strategia tematica per l'ambiente contro l'inquinamento atmosferico, afferma che "in Europa l'inquinamento costa 3,6 milioni di anni di vita, ovvero 360.000 persone muoiono 10 anni troppo presto". I deputati hanno votato entrambe le relazioni martedì in plenaria
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Ultimo aggiornamento ( domenica 08 ottobre 2006 )
 
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